Pensione anticipata quota 100: le quattro finestre d’uscita

Paterniano Del Favero
Ottobre 19, 2018

Vediamo insieme quali altre novità sono emerse nelle ultime ore.

Nella legge di bilancio approvata in Cdm è compresa la cosiddetta "quota 100". Le novità scatteranno dal prossimo anno.

L'introduzione della "quota 100", che sarebbe la somma tra l'età del pensionato e i contributi che egli deve maturare, permette ai lavoratori di accedere alla pensione con qualche anno di anticipo. Modifica a cui saranno destinati per il 2019 6,7 miliardi, con un totale che nel triennio arriverà a 20 miliardi.

Un'altra novità importante è che il Governo ha deciso di inserire in manovra la proroga per l'Opzione donna che consentirebbe l'uscita anticipata dal lavoro alle donne che accettano un ricalcolo contributivo, e quindi più svantaggioso, della pensione. La penalizzazione che avrebbe dovuto prevedere un taglio proporzionale in base agli anni di anticipo, infatti, a quanto pare è stata scongiurata e chi andrà in pensione con la quota 100 non dovrà subire alcun taglio all'assegno pensionistico. Un divieto che dovrebbe durare almeno per un anno.

Precisiamo che il requisito dei 38 anni di versamenti resta fermo nel caso si abbiano età superiori. Quota 100 sarà articolata su quattro finestre annuali, una ogni tre mesi.

Quindi, chi riceve una pensione di 300 euro per esempio, riceverà 480 euro in più, per arrivare all'importo di 780 euro che è l'importo di povertà stabilito dall'Istat. Chi maturerà i requisiti fra il primo aprile e il 30 giugno incasserà invece l'assegno a luglio, e così via. E' prevedibile, infatti, che dopo l'approvazione della legge, all'Inps serva qualche settimana per la circolare applicativa.

"Un lavoratore pubblico che va in pensione adesso con 62 anni e 38 anni di contributi rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni molto approssimativamente potrebbe perdere 500 euro al mese" ha evidenziato l'economista durante la propria audizione di ieri presso la Commissione lavoro della Camera.

"Pensioni, l'ho detto per tanti anni, finalmente posso farlo: la legge infame la stiamo abbattendo".

Nel pacchetto pensioni rientra anche la rimessa in pista dell'opzione donna. Il limite, in tali casi, è rappresentato dall'obbligo di vedersi ricalcolare l'assegno pensionistico interamente con il calcolo contributivo, anche per i periodi contributivi ante 1 gennaio 1996, che in genere conservano il meccanismo di calcolo retributivo. Non si definisce, tuttavia, se l'età annunciata contiene anche la decorrenza utilizzata finora (ma a partire da 57 anni) e gli incrementi dell'aspettativa di vita (12 mesi in totale nel 2019) che porterebbero nel complesso l'età effettiva nella quale si percepisce la pensione a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome.

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