Manovra, tensione altissima dopo la denuncia di Di Maio

Paterniano Del Favero
Ottobre 19, 2018

"Non consento a nessuno di alludere a complotti e trame oscure, con dichiarazioni così scomposte", scandisce Giorgetti.

Che genere di partita sta giocando Luigi Di Maio dietro all'ennesimo capitolo della "manina story"? "E' evidente, ma tutti lo sapevano", ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se fosse a conoscenza dei provvedimenti sulla pace fiscale contestati dal vicepremier Luigi Di Maio. Per il momento l'articolo 9, oggetto dell'invettiva M5S, esclude la punibilità per "dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento di Iva: i tre reati non sono punibili, fino al 30 settembre 2019, anche nel caso di riciclaggio o impiego di proventi illeciti". Che abbia cioè dato il via libera a un testo di cui non conosceva tutti i dettagli o rispetto al quale aveva fornito indicazioni differenti.

"Io sono una persona per bene. Ma li ho votati perché siamo tutti sulla stessa barca" ha risposto Salvini. "Ma è nei patti e si fa". L'avvertimento è del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, principale bersaglio dei sospetti sollevati dal ministro del Lavoro a proposito delle "manipolazioni" subite dal decreto fiscale. Enrico Marro sul Corriere della Sera dice che un'ipotesi di compromesso potrebbe essere quella di togliere dalla sanatoria i proventi da immobili e attività finanziarie detenuti all'estero, che non erano compresi nelle prime bozze del decreto, abbassare il tetto dei redditi da regolarizzare ed escludere riciclaggio e autoriciclaggio. "Io quando prendo impegni con Di Maio e i cittadini li mantengo", ha detto Salvini a Bolzano. E Di Maio non si può presentare in piazza con lo scudo per gli evasori sulla coscienza. Salvo poi fare un passo indietro in serata: "Le polemiche aiutano solo gli avversari del governo, i burocrati europei e gli speculatori". Di certo non li stravolgerò: io so che cosa abbiamo deliberato, so quale era l'accordo politico a monte, so quali sono le definizioni agevolate. Tanto che in serata quando qualcuno parla di "dimissioni" che il premier avrebbe annunciato a Bruxelles, sono fonti di Palazzo Chigi a dover intervenire per stroncare sul nascere qualsiasi retroscena: "Il presidente del Consiglio Conte non ha mai minacciato dimissioni - fanno sapere -". E' molto specifica, però ora lasciatemi rileggere il testo, visto che è stato oggetto di dubbi. "E poi, dopo averlo verificato lo riporterò per la deliberazione definitiva, diciamo aggiuntiva, nel prossimo Consiglio dei ministri". Certo, ha detto che diserterà il consiglio dei ministri convocato d'emergenza dal premier Giuseppe Conte per sabato e altrettanto potrebbero fare gli altri ministri del Carroccio. "La politica, come diceva Max Weber, è passione, senso di responsabilità e lungimiranza". Sabato sarà il cdm a dire se le scintille sul condono si trasformeranno in fiamme o se verranno spente definitivamente. Ma arriva lo stop di Matteo Salvini: "Il decreto resta". "Non voglio fare il pompiere. Poi si troverà una soluzione come l'abbiamo trovata per molte altre cose: almeno auspico questo". In ogni caso "chi pensa di poter suonare il requiem di questo governo si sbaglia di grosso". La norma è stata inviata alla Lega martedì, replica il M5S nelle stesso ore in cui si apre anche il fronte del Tunnel del Brennero, con il Movimento che, a dispetto di Salvini, vuole lo stop.

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