Colpire il motore del cancro al seno, la nuova strada è italiana

Barsaba Taglieri
Ottobre 19, 2018

L'arma è un micro-Rna (miR-34a), una piccola molecola di Rna che si comporta come un interruttore molecolare capace di accendere migliaia di geni. Sono un'innovazione evolutiva: hanno permesso di sviluppare meccanismi di controllo più raffinati nell'espressione genica.

Il laboratorio guidato dal dott. Lo studio, portato avanti con il sostegno dell'Associazione Italiana per la Ricerca su Cancro (Airc), è stato possibile grazie alle più recenti e innovative tecniche di studio del genoma, utilizzate per identificare e analizzare i microRNA coinvolti nello sviluppo del tumore al seno. In questo modo hanno scoperto che miR-34a svolge un ruolo importante nel bloccare la proliferazione del tumore, e può anche controllarne le proprietà staminali. I ricercatori del colosso di Mountain View hanno infatti sviluppato un nuovo strumento con tecnologia di deep learning capace di individuare il cancro al seno metastatico (avanzato) con precisione maggior rispetto ai patologi durante l'analisi delle diapositive. Ad affermarlo è Paola Bonetti, prima autrice del lavoro e ricercatrice nel gruppo di Nicassio. Questo perché è sufficiente una singola cellula staminale tumorale a far rigenerare il tumore, anche dopo che il paziente è stato sottoposto a un intervento chirurgico e alla terapia farmacologica. Le cellule tumorali con proprietà staminali sono considerate le più pericolose. All'IIT ci stanno già provando, con l'aiuto della nanotecnologia: "Utilizzando le moderne nanotecnologie in sviluppo presso altri dipartimenti di IIT, stiamo sperimentando nuovi sistemi per veicolare i microRNA nelle cellule tumorali", conclude Francesco Nicassio. Pubblicato sulla rivista Oncogene (Nature), lo scorso agosto, il meccanismo apre la strada a nuovi farmaci capaci di colpire selettivamente il 'motore' del tumore, ossia di interrompere la proliferazione delle cellule staminali che lo rigenerano continuamente.

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