È morto Paul Allen, il co-fondatore di Microsoft. Aveva 65 anni

Geronimo Vena
Ottobre 16, 2018

Così andrebbe ricordato Paul Allen, cofondatore di Microsoft assieme al più noto Bill Gates.

Dopo otto anni dalla sua fondazione, infatti, Allen ha dovuto lasciare Microsoft proprio a causa della lotta contro il linfoma di Hodgkin: il co-fondatore non è più tornato in azienda anche dopo averlo sconfitto in seguito ad un ciclo di radiazioni e un trapianto del midollo.

Fedele al progresso e alle sue ricadute positive per l'uomo, nel 1988 ha dato vita alla Paul G. Allen Family Foundation, nata per amministrare le ingenti donazioni che faceva, più di un miliardo di dollari con cui ha finanziato ricerche, ospedali, centri specialistici e movimenti culturali. Allen tornò poi nel 1990 per poi abbandonare la guida della società nel 2000, rimanendone però consulente e soprattutto conservando 138 milioni di azioni. Timido figlio di bibliotecari e genio dei computer, nel 1975 insieme a Bill Gates fondò il colosso di Redmond con il 'sogno' di portare un computer in ogni casa.

Allen era il proprietario della squadra di Seattle Seahawks NFL, la squadra Portland Trail Blazers NBA ed era titolare del Major League Soccer club del Seattle Sounders FC. Come co-fondoatr di Microsoft, nel suo modo silenzioso e costante, ha creato prodotti magici, esperienze e istituzioni. Con la sua morte, "il mondo ha perso un grande pioniere tecnologico", ha twittato l'amministratore delegato di Google Sundar Pichai. "È stato un grande leader tecnologico" dice Marc Benioff, numero uno di Salesforce. L'ex CEO si è anche soffermato su un altro aspetto che ha accomunato lui ad Allen: la filantropia, ma ha anche riconosciuto i suoi meriti nel settore del personal computing, che "non sarebbe esistito senza di lui". Ho imparato davvero tanto da lui - dal suo interrogarsi, dalla sua curiosità e dalla sua volontà di spingere per migliorare sempre gli standard, si tratta di qualcosa che continuerà a ispirarmi, a ispirare tutti noi di Microsoft.

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