Giro di Lombardia, trionfa Pinot davanti a Nibali, delude Valverde

Rufina Vignone
Ottobre 16, 2018

Un sonoro "brutta t..." rivolto a muso duro a una vigilessa in servizio in piazza del Popolo dice molto del clima in cui, almeno in città, si è corsa ieri la Gran Fondo, gara a cui, all'indomani del Lombardia, hanno preso parte circa 1500 "amatori" del pedale.

Il primo attacco importante avviene sul Muro di Sormano, con lo scatenato Roglic. Una rappresenta la primavera del ciclismo ed è la prima classica monumento della stagione, l'altra l'autunno e si porta via l'annata, essendo l'ultima.

A 29 km dalla partenza, Marcato (Uae Emirates), Ballerini (Androni), Orsini e Tonelli (Bardiani), Senechal (Quick-Step Floors), Bonnamour (Fortuneo), Restrepo (Katusha), Storer (Sunweb) firmano la fuga di giornata. Primoz Roglic, che aveva fatto lavorare la squadra nei chilometri precedenti, attacca. In discesa lo sloveno della Lotto NL-Jumbo e poi Egan Bernal rientrano sul duo di testa. Dietro prima Michael Woods, poi Uran e Daniel Martin, cercano di ricucire lo svantaggio.

Se si dovesse scegliere uno sfidante in grado di contrastare il campione del mondo, la ricerca non sarebbe molto ardua: sarebbe sufficiente ascoltare le grida dei tifosi e notare come l'unico nome in grado di riecheggiare lungo il Sentierone sia quello di Vincenzo Nibali: vincitore del Lombardia 2015 e 2017.

21 anni dopo Laurent Jalabert, un atleta transalpino torna così a conquistare il Giro di Lombardia. Nibali conclude al secondo posto, giusto premio per il coraggio mostrato e la tanta sfortuna avuta durante l'anno. Sembra già tagliato fuori Alejandro Valverde (Movistar), che perde l'attimo e vede stoppato ogni tentativo di rientro da Domenico Pozzovivo e Franco Pellizotti, alleati dello Squalo, nonostante il lavoro di due uomini EF Drapac in supporto di Rigoberto Uran.

Terzo posto in volata tra il gruppo degli inseguitori per il belga Teuns.

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