Ancelotti: "Tifosi, basta insulti negli stadi. Napoli come una famiglia"

Rufina Vignone
Ottobre 15, 2018

"Napoli è una bella famiglia, un bellissimo ambiente".

Ha strappato applausi e sorrisi Carlo Ancelotti, che a Trento ha parlato del suo Napoli ma anche del suo passato da calciatore e dei suoi inizi da calciatore oltre che del calcio in senso più generale. In Champions abbiamo un girone durissimo. Noi, come le altre italiane, possiamo fare bene. "Mi sembra in generale una Champions molto più equilibrata, anche perché il Real ha perso un giocatore molto, molto importante". "Ma si deve sentire sempre più importante per la sua squadra. In più il movimento è cresciuto, anche se siamo ancora indietro, rispetto ad altri Paesi europei, a livello di stadi e soprattutto di tifoseria: basta insulti e ignoranza". Questo è il passo in avanti che può e deve fare per fare il salto di qualità. Un comportamento che ha immediatamente riportato alla luce lo spiacevole divorzio tra l'attuale allenatore del Napoli e i tifosi della Juventus, che dopo il suo addio nel 2001 lo apostrofarono dandogli del 'maiale'. Io lavoro delegando e dando responsabilità agli altri. Sono stati fondamentali per la mia crescita. Niente. Conosco il valore di Ancelotti, mi sarei sorpreso se fosse accaduto il contrario, se fosse partito male. Questi non sono solo riscaldamento, partitella e tiri in porta ma anche tattica, attenzione e costanza. Ma al di là della replica ironica, l'amarezza dentro è rimasta tanto che, interrogato sul brutto momento che sta attraversando il calcio italiano, il tecnico romagnolo ha risposto: "A livello tecnico rimaniamo sempre molto competitivi e rispettati in tutto il mondo. Anche le squadre meno forti, in tutta Europa, cercano di fare calcio e di costruire, occupandosi non solo della fase difensiva ma anche di quella offensiva".

IN EUROPA ORA SI GIOCA UN CALCIO PIU' OFFENSIVO - Infine uno sguardo al futuro: "Il calcio si è evoluto molto dagli anni 80".

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