Trump contro la Fed: "E' impazzita"

Bruno Cirelli
Ottobre 12, 2018

La seduta a Wall Street ha chiuso in profondo rosso.

Il crollo di Wall Street ha fatto andare su tutte le furie Donald Trump, che ha pesantemente attaccato la Federal Reserve (la banca centrale americana) che ha alzato i tassi d'interesse. Il rialzo dei tassi è in corso da molti mesi e nessuno lo reputa scandaloso, visto che l'economia statunitense sta crescendo moltissimo, ma Trump pensa che stia avvenendo troppo velocemente e prima di un comizio in Pennsylvania ha detto che "è una correzione attesa da tempo, ma con cui non sono affatto d'accordo". Sul fronte dei cambi lo yen torna a rivalutarsi sul dollaro a 112, e sull'euro a 129,50.

Il Nasdaq Composite ha registrato un ribasso di 93 punti, l'1,25%, a quota 7.329 all'indomani della seduta peggiore dal giugno 2016 (-4%), quando ci fu il referendum sulla Brexit. Lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,27% a 2.786,22 punti. Facebook cede il 4,13% mentre Twitter affonda dell'8,47%. Microsoft arretra del 5,43%. In totale sono andati in fumo 99 miliardi di dollari, un dato che pesa soprattutto sui 500 super ricchi mondiali. Il più 'colpito' - secondo l'indice dei miliardari di Bloomberg - è Jeff Bezos che brucia in una seduta 9,1 miliardi di dollari, e vede scendere la sua fortuna a 145,2 miliardi di dollari.

Il Dow Jones chiude perdendo il 3,10%, più di 800 punti, a 25.612,13 punti. In caduta libera anche i titoli tecnologici. E se gli analisti appaiono divisi sul tasso di sviluppo dell'economia americana che potrebbe aver raggiunto il picco, sono concordi nel giudicare preoccupanti le tensioni commerciali tra Washington e Pechino e la frenata dell'economia cinese che avrebbe ricadute di portata globale.

Gli investitori temono un eccesso di aggressività da parte della Fed e si presentano scettici sulla volontà di sostenere i mercati: una crisi del mercato azionario che dovesse intaccare i risparmi degli americani sarebbe decisamente inopportuna per Donald Trump che, nella giornata del 6 novembre, dovrà affrontare il test delle elezioni di medio termine. "E' quello che facciamo e continueremo a fare", ha assicurato Powell escludendo influenze da parte della politica.

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