M5s: bocciatura Upb un atto di guerra che non ci fermerà

Paterniano Del Favero
Ottobre 12, 2018

"I significativi e diffusi disallineamenti relativi alle principali variabili del quadro programmatico", rispetto alle stime elaborate dal panel dei previsori formato da Upb, Cer, Prometeia, Ref-Ricerche, "rendono eccessivamente ottimistica la previsione di crescita sia del Pil reale (1,5%) sia di quello nominale (più 3,1% nel 2019), variabile quest'ultima cruciale per la dinamica degli aggregati di finanza pubblica". Lo ha annunciato il presidente dell'Upb, Giuseppe Pisauro, intervenendo di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

L'Ufficio parlamentare di bilancio esprime una particolare preoccupazione per il mancato rispetto delle regole europee, e in particolare del Patto di stabilità e crescita, che potrebbe essere considerato "particolarmente grave" dalla Commissione Ue.

GOVERNO RENZI - C'è un precedente di mancata validazione (e conseguente correzione) nel 2016 con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Un giudizio negativo che fa il paio con la prudenza predicata in giornata da Bankitalia, specie sulla questione della legge Fornero e, più in generale, delle pensioni. "Noi andiamo avanti - ha ribadito - chi si ferma è perduto". Lo scopo è quello di far eseguire dall'Upb, che di fatto è un'authority dei conti pubblici, una valutazione indipendente per limitare la tentazione, che sempre esiste, di un eccessivo ottimismo nelle previsioni macroeconomiche che i governi indicano nel Def e nella relativa nota di aggiornamento. "Ci dicono che le previsioni della manovra sono ottimistiche? Senza se e senza ma". Così risponde Matteo Salvini in una dichiarazione a piazza Colonna. "La costruzione dell'Europa non dà per scontato che si debba avere la stabilità prima dello sviluppo", ha aggiunto il ministro.

Il M5S mette in dubbio l'imparzialità dell'ufficio tecnico: "si conferma un organismo tutt'altro che indipendente, che giudica i documenti finanziari in base ad obiettivi strettamente politici". Appare scontato adesso che le opposizioni - basta un terzo dei componenti delle Commissioni - attivi il meccanismo del comply or explain, in sostanza chieda al Governo di tornare in Parlamento per adeguarsi alle indicazioni dei tecnici -ma in sostanza sarebbe costretto a riscrivere la Nota - oppure spieghi perché intende attenersi alle cifre del Documento. "C'è bisogno di ben oltre il 2,4%" di rapporto deficit-Pil ha precisato, sottolineando che il Def presentato dal governo è "corretto, cauto e moderato".

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