Ue, Salvini-Le Pen: marciare divisi per colpire uniti. Ma restano problemi

Bruno Cirelli
Ottobre 11, 2018

Duro attacco dei leader sovranisti: patto Italia-Francia rinnovato 08 ottobre 2018 - agg. "Siamo contro i nemici dell'Europa che sono Juncker e Moscovici, asserragliati nel bunker di Bruxelles".

Lo ha detto la leader del Rassemblement National francese, Marine Le Pen, a Roma per un incontro con il ministro dell'Interno.

Tuttavia, lasciando intravedere un'apertura verso il Ppe, aggiunge che spetta a loro decidere se continuare a stare con la sinistra (il Ppe è infatti alleato dei socialisti) oppure se tornare alle origini di un'Europa che si basi sui valori e sui diritti al lavoro. Salvini parla e la Le Pen interviene cosi: "Dove posso firmare questa affermazione di Matteo?"

La manovra "avviata dal governo ha l'intento di riattivare l'economia attraverso riforme sociali e interventi che diano un nuovo impulso ai consumi". E lo fa il giorno dopo le polemiche sulle inquietanti parole che egli ha scritto in un post contro i giornali e i giornalisti del gruppo Gedi (Repubblica, Espresso, La Stampa, e molte altre testate). L'obiettivo per maggio è di arrivare a un'Unione che parta da nuovi valori contro la mondializzazione.

Matteo Salvini e Marine Le Pen lanciano a Roma il "Fronte della libertà". Che ha aggiunto: "Grazie al Piano Juncker, sono stati attribuiti all'Italia investimenti per 8,5 miliardi di euro, che ci si attende inneschino in tempo reale investimenti aggiuntivi totali per 48,7 miliardi di euro".

"Condividiamo la stessa idea dell'Europa, dell'agricoltura, del lavoro, della lotta all' immigrazione", ha detto ancora Salvini. "Ora siamo in un momento storico", hanno affermato. Il discorso è a prova di bomba e le correnti nazionali populiste d'Europa, come quelle guidate da Salvini in Italia, Le Pen in Francia o Viktor Orbán in Ungheria, cominciano a organizzarsi per conquistare un peso specifico al Parlamento che gli permetta di governare con il Partito popolare europeo. E tirare fuori un nome comune per guidare la nuova Ue, quella che per Salvini nascerà alla "fine di una rivoluzione di buon senso che inevitabilmente sta percorrendo l'Europa e non solo", non è compito facile. La bilancia del potere tra i sovranisti sembra dunque pendere in favore del leader della Lega, forse perché più fresco, ma Marine appare molto soddisfatta che sia arrivato, accanto a una donna forte, cioè lei, un uomo forte, cioè lui.

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