Pace fiscale: dettagli, circostanze e beneficiari!

Paterniano Del Favero
Ottobre 10, 2018

La pace fiscale riguarderà tutti i debiti "fino a 500mila euro" e sarà un intervento "a saldo e stralcio" non solo su interessi e sanzioni ma anche "sul capitale", ha dichiarato il ministro dell'Interno a Rtl 102.5, sottolineando che "non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa".

L'altra categoria, la cui entità non è calcolabile ma si presume rilevante dato il tasso di evasione presente in Italia e il boom delle due precedenti rottamazioni, è quella di coloro che a maggio di quest'anno avevano in tasca una cartella e hanno deciso di non partecipare neanche alla rottamazione bis nonostante il vantaggio di mettersi a posto con uno sconto medio del 35%.

Proviamo ora a fare un quadro della situazione e a vedere nel dettaglio le posizioni della Maggioranza in tema di pace fiscale e le novità che si intendono stabilire con l'entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2019.

L'ultima ipotesi di lavoro sulla pace fiscale, che il governo punta a introdurre con la prossima manovra (o con il decreto fiscale collegato), è una dichiarazione integrativa, una sorta di 'ravvedimento operoso' con pagamento di una flat tax al 15%, per chi non ha contenzioso in corso e fa emergere somme fino a 200mila euro che non derivino da attività illecite o frodi fiscali.

L'intenzione del M5S è quella di venire incontro ai cittadini con una pace fiscale che chiuda un occhio sulle sanzioni e gli interessi, ma allo stesso tempo non far trasparire il messaggio che il comportamento del contribuente corretto alla fine dei conti risulti meno conveniente rispetto a quello dei furbetti. Quindi, si ipotizza un'aliquota del 15%.

"#PaceFiscale non sarà una rottamazione".

Le dichiarazioni ufficiali degli esponenti dell'esecutivo non hanno finora ricompreso l'IVA nella pace fiscale, anche perché condonare l'imposta sul valore aggiunto rischierebbe di essere incompatibile con il diritto comunitario.

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