Migranti rimandati in Italia dalla Germania, Salvini: "Chiudiamo gli aeroporti"

Bruno Cirelli
Ottobre 9, 2018

La giornalista Alessandra Ziniti ha messo insieme e pubblicato su Repubblica alcuni dati ufficiali relativi all'ultima polemica sui migranti tra Italia e Germania, quella relativa al ritorno in Italia dei cosiddetti migranti "dublinati".

E così, mentre ieri il ministero dell'Interno tedesco si profondeva in rassicurazioni nei confronti dell'Italia, la Germania continuava a rispedirci indietro migranti sbarcati e registrati in Italia ma che poi hanno lasciato il Paese.

Eppure il rientro in Italia dei profughi fuggiti in Germania, o in generale in altri paesi europei, è una prassi prevista dal Trattato di Dublino, il regolamento europeo sul diritto d'asilo in vigore dal giugno 2013. Salvini: no ai rientri, aeroporti chiusi) a Repubblica (Salvini: chiuderò gli aeroporti La Germania non ferma i voli.

"Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c'è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile", ha detto Salvini rivolgendosi a coloro che definisce "dublinanti", in riferimento al Patto comunitario sull'accoglienza dei migranti sottoscritto nella capitale irlandese. In realtà le richieste di "riammissioni programmate" della Germania all'Italia sono molto superiori - 10.748 solo nel 2018 - e solo una parte del totale viene poi eseguita, circa un quinto: dipende in parte da difficoltà organizzative nel realizzare i ritorni e in parte dal fatto che molti "dublinati" non si fanno trovare dalle autorità tedesche che li cercano per rimandarli in Italia.

Giovedì prossimo a Fiumicino è in programma l'arrivo del primo charter dalla Germania, con a bordo 40 migranti respinti dal governo tedesco.

Al responsabile della comunicazione del dicastero diretto dal conservatore Horst Seehofer sono bastate poche parole per liquidare un caso diplomatico altrimenti destinato a lasciare il segno nei rapporti tra due Stati membri impegnati sullo stesso fronte da posizioni almeno in parte diverse.

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