Google ha deciso di chiudere Google+

Bruno Cirelli
Ottobre 9, 2018

L'azienda di Mountain View ha deciso per la dismissione del servizio dopo che il Wall Street Journal aveva scoperto una falla di sicurezza che aveva colpito nei mesi scorsi la piattaforma e che proprio Google aveva risolto durante il mese di marzo non parlandone agli utenti pubblicamente.

Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, Google avrebbe tenuto nascosta l'esistenza di un bug che avrebbe dato a sviluppatori di terze parti accesso ai dati personali degli utenti di Google+ in un lasso di tempo molto ampio, dal 2015 al 2018.

Dal momento che i server di Google+ non conservano i log delle API per più di due settimane, la compagnia non è in grado di confermare in alcun modo il numero di utenti interessati dalla vulnerabilità, motivo per cui al momento si tratta solo di stime. In una nota, un portavoce di Google ha spiegato che "quando i dati degli utenti vendono colpiti, ci spingiamo oltre i requisiti legali e adottiamo criteri rigidi centrati sui nostri utenti per determinare se avvertire". Secondo l'inchiesta nomi e cognomi di centinaia di persone e i loro indirizzi email, data di nascita, sesso, luogo di residenza, occupazione e stato civile possono essere stati "esposti", anche se la società "non sono state trovate prove di un utilizzo indebito".

Google Plus, lo snobbatissimo social network aperto da Google ormai nel 2011, sta chiudendo i battenti.

In un post sul blog ufficiale dedicato agli sviluppatori sono stati forniti dettagli su come Google stia migliorando gli strumenti legati alla privacy dei suoi servizi, in particolare riguardo alla gestione dei permessi.

Quel che è preoccupante è la decisione di non comunicare nulla agli utenti, presa internamente a Google e di cui il CEO Sundar Pichai era a conoscenza; la decisione sarebbe stata presa per non finire sotto ai riflettori insieme - o al posto - di Facebook nella vicenda di Cambridge Analytica. Google offre una serie di API per sviluppare nuove funzioni per gli utenti, ma per farlo servono appunto i dati di quest'ultimi.

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