Papa Francesco ai padri sinodale chiede l'umiltà dell'ascolto

Bruno Cirelli
Ottobre 8, 2018

Non c'è bisogno di sottolineare quanto la tematica scelta rappresenti una grande sfida per la fede, ma anche per la società e per la Chiesa del futuro. Sono alcuni temi toccati da Papa Francesco durante l'incontro di sabato con i giovani nell'Aula Paolo VI nell'ambito del Sinodo dei vescovi.

Rispondendo alle domande dei giovani, il Papa ha affrontato anche la questione migranti.

Al contempo ai giovani ha chiesto di 'curare il virus dell'autosufficienza': "Ripudiare e rigettare tutto ciò che è stato trasmesso nei secoli porta soltanto al pericoloso smarrimento che purtroppo sta minacciando la nostra umanità; porta allo stato di disillusione che ha invaso i cuori di intere generazioni".

"Le risposte le daranno i padri sinodali".

Esso nasce da una visione elitaria ed escludente della vocazione, che interpreta il ministero ricevuto come un potere da esercitare piuttosto che come un servizio gratuito e generoso da offrire; e ciò conduce a ritenere di appartenere a un gruppo che possiede tutte le risposte e non ha più bisogno di ascoltare e di imparare nulla. Il Papa ha lasciato il palco a circa 100 giovani che si sono esibiti in canti, musiche e danze (non è mancato un prete "ballerino" al quale ha poi fatto riferimento nel suo discorso) e si è seduto nel corridoio in mezzo ai Padri sinodali e ai ragazzi. Lo ripete spesso ai giovani, ricordando loro che il rischio di mettersi in cammino, anche se ci fa incorrere nell'errore, è meglio della comodità del divano, che ci rende "pensionati del quieto vivere" e fa diventare la nostra vita un'acqua stagnante.

Bisogna anzitutto ascoltare lo Spirito Santo, che rimane l'unico artefice di una verità sempre al di là da venire, di cui nessun singolo cristiano e nessuna Chiesa potrà mai sentirsi padrone e che, nell'umiltà di un faticoso cammino, va sempre di nuovo cercata, attraversando il chiaroscuro del dubbio, dell'incredulità e del mistero.

Ascoltare. Il verbo più importante della relazione tra Dio e l'uomo, narrato dalla Scrittura, non può che costituire l'atteggiamento principale della Chiesa. Non siete merce all'asta! Coerenza di vita. Ma anche voi - ha detto rivolto ai giovani - dovete essere coerenti nella vostra strada e domandarvi: "Io sono coerente nella mia vita?". Per favore, non lasciatevi comprare, non lasciatevi sedurre, non lasciatevi schiavizzare dalle colonizzazioni ideologiche che ci mettono idee nella testa e alla fine diventiamo schiavi, dipendenti, falliti nella vita.

Parlando dell'accoglienza, Francesco ha messo in guardia dalla "mentalità dello sfruttamento della gente, di fare schiavi i più deboli. Innamoratevi di questa libertà, che è quella che offre Gesù". "Di chiudere le mani, non solo le porte". E poi, voi lo avete detto bene: trovare se stesso.

"Oggi i populismi sono di moda, ma non hanno niente a che vedere con il popolo nè con la cultura del popolo che si esprime nell'arte, nella cultura, nella scienza, nella festa che ogni popolo fa a suo modo". Popolare è la cultura del popolo (...) Ma il populismo è il contrario: è la chiusura di questo su un modello. "Siamo chiusi, siamo noi soli".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE