Marquez vince in Thailandia, duello show con Dovizioso. Rossi quarto

Rufina Vignone
Ottobre 8, 2018

E' arrivato a 270 millesimi, ma non ha mai avuto la possibilità di provarci: in ogni caso ha fatto una grande gara, dimostrando le sue qualità.

"Nei duelli nell'ultima curva contro le Ducati avevo sempre perso - ha raccontato Marquez - stavolta però è andata bene". Il motociclismo di adesso, che comporta gestione delle gomme e finali alla dinamite con largo uso di intelligenza, ha trovato un posto per lui che soffriva quando le corse si vincevano con il solo talento e zero pensieri sulla durata. In questo caso dovrete accontentarvi delle repliche, per la MotoGp fissata alle ore 14.00. Per lo spagnolo, la pole position del Gran Premio di Buriram ha un sapore particolare, visto che è la 50esima pole della sua carriera.

Valentino Rossi sorprende team, tifosi e persino se stesso con la seconda posizione nelle qualifiche del GP della Thailandia. Nessuno si aspettava un risultato simile prima dell'arrivo in Thailandia ma nel team di Valentino Rossi c'è grande entusiasmo. Non è stato un week-end facile per il forlivese ma aver centrato la prima fila è senz'altro un buon risultato. Una battaglia senza esclusione di colpi, ma ne esce vincitore Marc Marquez, che solo all'ultima curva riesce ad imporsi su Andrea Dovizioso.

Quando hai Marquez come pilota, fai fatica a capire il vero valore della moto, ma la prestazione di Pedrosa prima della caduta, conferma che qui era competitiva. Le curve sono in tutto 12: di queste, cinque sono verso sinistra e sette verso destra, numero piuttosto basso ma che d'altronde è normale su un tracciato breve. Dal ducatista Marc le aveva prese tre volte nel corpo a corpo (Austria e Giappone 2017, Qatar 2018), così a casa ha riguardato le gare e in pista lo ha seguito spesso per capirne i segreti. Può essere già iridato: gli basta arrivare davanti al romagnolo. Bene ma non benissimo Rossi, partito forte ma poi veloce a perdere ritmo e posizioni in pista, a beneficio degli altri protagonisti.

"Io peso più di Viñales e sono anche più lungo, quindi sulla moto carico sempre di più il posteriore".

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