F1 GP Giappone 2018: non mi sento di condannare Vettel

Rufina Vignone
Ottobre 8, 2018

I 67 punti di ritardo dal leader del mondiale Lewis Hamilton, ad appena 4 gare dalla fine, rappresentano una sentenza per la speranze iridate del pilota Ferrari che, con il 6° post di Suzuka, vede sfumare il sogno di diventare campione del mondo con la scuderia di Maranello; la matematica ancora non condanna il quattro volte campione del mondo, ma già dal prossimo appuntamento ad Austin, il tedesco potrebbe veder festeggiare il quinto titolo del suo rivale. Il tedesco della Ferrari è stato protagonista di un contatto, nel tentativo di sorpasso, con l'olandese, e ha avuto la peggio costretto a rientrare ai box e ripartire dalla 18/a posizione. "Pensavo di avere una possibilità di sorpassare Bottas negli ultimi giri - ha dichiarato Verstappen che ha terminato alle spalle delle Mercedes - Ma la macchina era danneggiata soprattutto sul fondo".

"È veloce, ma non aiuta il suo modo di ritornare in pista con Kimi", ha detto Vettel, quando gli è stato chiesto come considera l'atteggiamento di Verstappen nei confronti degli avversari.

Sempre al massimo, sempre il massimo impegno ma con risultati non all'altezza della sua fama. "Spero di fare bene ad Austin", ha concluso. Sono troppe le gare in cui il tedesco della Ferrari azzarda al primo colpo compromettendo gara e Mondiale: incredibile! Mentre Vettel si fa strada fino al dodicesimo posto.

Hamilton quinto e Vettel peggio di 8°. "È stato uno show, un week end indimenticabile", le parole a fine gare del vincitore che però non vuole ancora cantare vittoria: "Un passo alla volta, non vogliamo cantare vittoria troppo presto". Gara in affanno per la Ferrari chiamata a rispondere in una situazione critica dopo la deludente qualifica. Per quanto fosse imprescindibile rischiare e attaccare per recuperare, non è invece il caso di esagerare per concludere con lo schiaffo anche da parte della Red Bull. Da queste parti dicono harakiri; dopo l'anno scorso Ferrari conferma infatti il trend negativo e in ribasso dei propri finali di stagione ed indice evidente che qualcosa da registrare a livello organizzativo forse c'è. Risultato? Testacoda e gara compromessa con un'ulteriore rimonta per un inutile sesto posto al traguardo. Altro che l'urlo di Chen.

Migliora la posizione di partenza e con questa McLaren, a meno che non ti chiami Fernando Alonso, più di questo non si può chiedere. MARCUS ERICSSON (Voto 5, tampona il compagno di squadra rischiando di danneggiare ulteriormente la sua gara) e BRENDON HARTLEY (Voto 5 anch'esso, non regge il confronto con il suo compagno) fanno quel che possono, lottando nella pancia del gruppo. La manovra viene investigata, ma senza conseguenze. Siamo entrati in curva fianco a fianco, non potevamo farla insieme.

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