Arrivabene si tiene la Ferrari: "Non la lascio per la Juventus"

Rufina Vignone
Ottobre 8, 2018

Sebastian Vettel conquista la nona piazza in griglia, ma salirà di una posizione grazie alla penalizzazione di Ocon che non ha rispettato una bandiera rossa.

Nel momento clou delle qualifiche nessuno in Ferrari ha mantenuto la mente lucida. Maurizio Arrivabene non nasconde la sua rabbia, traspare l'assenza di una figura di riferimento esperta di strategie in Ferrari e non esclude una revisione dell'organigramma della Scuderia. Non punto il dito contro nessuno, ma siamo una squadra giovane e a volte paghiamo l'inesperienza. Tutti attendevano un finale di Mondiale di Formula 1 con una lotta epica tra Vettel e Hamilton, ma sarà archiviato con un epilogo decisamente diverso. Anzitutto ha rivendicato che "la Ferrari è regolare, lo è oggi e lo era all'inizio della stagione", replicando così a quanti nelle scorse settimane hanno sollevato illazioni sulla regolarità delle rosse.

Una stagione complicata ed a tratti sfortunata per la Ferrari con qualche imprecisione nel bel mezzo del cammino da parte degli stessi protagonisti: "Come ho già spiegato in tempi non sospetti, ci sono gare in cui la nostra macchina è molto forte, altre gare dove te la giochi con Mercedes e su circuiti come questo, che necessitano di un carico molto alto, ci sono dei problemi - ha sottolineato Arrivabene - In quelli dove te la giochi, per mille ragioni non siamo riusciti a portare a casa i punti che volevamo". "È inutile fare processi, è sicuramente successa una cosa che non va bene". L'acqua è iniziata a cadere 5 minuti dopo: se pioveva prima eravamo eroi, ora sembriamo idioti, è difficile vederla da una prospettiva diversa. "Il mio futuro è qui e lo sarà ancora a lungo - ha commentato Arrivabene a Suzuka -, sono molto onorato di essere ancora nella lista dei candidati consiglieri proposti da Exor per il club bianconero ma la mia avventura in Ferrari non è finita". I calcoli si fanno alla fine dell'anno e interverremo se necessario.

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