Si riduce la tensione sullo spread

Paterniano Del Favero
Ottobre 7, 2018

Aggiornamenti 5 ottobre: all'apertura delle contrattazioni, lo spread tra BTp e Bund apre sugli stessi livelli della chiusura di ieri, a 279 punti base. Un ridimensionamento che segue la fiammata dei giorni scorsi. Intanto il rendimento del decennale, che ieri era al top dal 2014 al 3,47%, oggi cala sotto il 3,4%. Dunque lo spread rimane sorvegliato speciale per capire il sentiment che regna sui mercati.

A provocare la fuga degli investitori dal debito italiano i timori che la decisione del Governo di stabilire un rapporto deficit/PIL del 2,4% possa provocare gravi ripercussioni sui conti del Paese, oltre che aprire un fronte di "guerra" con Bruxelles, visti anche i segnali di alta tensione tra Roma e la Commissione Ue. Il deficit dovrebbe iniziare a scendere al 2,2% nel 2020 e al 2,0% nel 2021.

Certamente chi non vuole fare marcia indietro sulla Manovra, al di là dei numeri dello spread è il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Ci affidiamo alla definizione di Wikipedia, in attesa di approfondire ulteriormente il tema: "Spread è una parola inglese, usata tipicamente in Italia, nel linguaggio politico o finanziario (the difference in price between related securities), per indicare la differenza di rendimento tra due titoli di stato, dove generalmente i titoli di stato emessi dalla Germania (Bundesanleihe), considerati i più affidabili, sono utilizzati come termine di paragone".

Confindustria. "Si assottiglia la crescita dell'Italia", sostiene il Centro Studi di Confindustria che stima una crescita del Pil in rallentamento all'1,1% nel 2018 e allo 0,9% nel 2019, rispetto all'1,6% registrato nel 2017.

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