In Romania il referendum contro le nozze gay

Bruno Cirelli
Ottobre 7, 2018

Il quesito riguarda la definizione del matrimonio come "unione tra un uomo e una donna", non più "unione tra coniugi" come invece è previsto ora. L'obiettivo dichiarato è impedire ogni ipotesi di nozze gay.

La campagna referendaria ha avuto tono molto aspri nei confronti della comunità Lgbt, tanto che Amnesty ha denunciato una grave mancanza sul terreno dei diritti civili e casi di discriminazione nei confronti di omosessuali. I romeni sono chiamati al voto oggi e domani per mettere al bando i matrimoni gay, in un referendum sostenuto dalla sinistra al governo che lo vede come un'opportunità per far dimenticare le prioprie debolezze. D'altronde, ad appoggiare la modifica costituzionale, sono stati i principali partiti politici, la maggior parte, con rappresentanze nel Parlamento di Bucarest, supportate da gruppi conservatori che hanno distribuito volantini sui mezzi pubblici e nei negozi, contravvenendo alle leggi in materia. Ha ricevuto anche grande sostegno da quasi tutte le forze politiche nazionali, a eccezione del partito Unione Salva Romania, nato nel 2015 per combattere la corruzione e formato sia da parlamentari progressisti che conservatori, e del presidente rumeno Klaus Iohannis, centrista e contrario agli estremismi religiosi.

Dopo l'approvazione del referendum da parte del Senato, la Corte costituzionale ha dato il suo ok.

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