Colera: madre e figlio ricoverati a Napoli

Barsaba Taglieri
Ottobre 7, 2018

Un lungo strascico di polemiche ha accompagnato il ricovero all'ospedale Cotugno di mamma e figlioletto di due anni. Si tratta di una mamma e del suo bambino, residenti a Sant'Arpino nel Casertano, rientrati di recente da un viaggio in Bangladesh, dove hanno contratto la malattia e che a Napoli sono solo curati.

"La situazione sanitaria è sotto controllo sia dal punto di vista clinico che epidemiologico trattandosi di casi ad origine extranazionale".

"In ogni caso - ha concluso il commissario straordinario - una delle norme più garantiste è quella di usare le normali igieni corporali; se si dovessero usare dei bagni pubblici, lavarsi accuratamente le mani prima di uscire e di non mettere poi, dopo aver usato i bagni pubblici, qualcosa alla bocca ma questo dovrebbe far parte della naturale routine comportamentale di ogni persona". Che spiega: "La precoce identificazione dei 2 casi di Napoli evidenzia il ruolo rilevante dalla rete dei reparti di malattie infettive distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano che, attraverso una approccio sindromico, riescono a gestire efficacemente anche patologie inusuali come il colera virtualmente assente da anni sul territorio nazionale".

Questa malattia infettiva è dovuta alla presenza di batteri Vibrio Cholerae, i sintomi causati dall infezione all intestino sono diarrea e vomito che portano ad una rapida disidratazione.

Proprio per le sue modalità di trasmissione, il colera solitamente si manifesta nei Paesi e nei luoghi nei quali le condizioni igienico-sanitarie sono precarie e c'è scarsità di acqua potabile. Erano di ritorno dal Bangladesh.

Sono poche decine l'anno i casi di colera registrati nell'Unione Europea negli ultimi anni. "Evidentemente lui stesso sa che non corre pericoli". Entrambi hanno negato l'ipotesi epidemia, ritenuta impossibile in quanto si tratta di una malattia "sporadica e d'importazione". "Se le persone contagiate vengono isolate subito, reidratate e trattate, l'infezione non fa grossi danni". Si scongiura un'epidemia nel nostro Paese dal 1994, a Bari, quando ci furono circa 10 casi.

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