Papa Francesco ha aperto il Sinodo dei Giovani 2018

Bruno Cirelli
Ottobre 6, 2018

"È una la chiamata ecclesiale a farsi pellegrini sui sentieri della storia, fidandosi innanzitutto di Dio e delle sue promesse, come fecero Abramo e i nostri Padri nella fede", ha tuttavia spiegato Francesco. Fabio Dal Cin, soffermandosi sull'attualità di San Francesco, di cui ieri si celebrava la festa, ha ricordato quanto il Poverello risplenda ancor oggi "come sole sfolgorante nel tempio di Dio e continua ad attirare la simpatia e l'interesse di tante persone, cristiani e non cristiani, credenti e non", per tanti motivi, ma principalmente per la scelta radicale da lui fatta: "prendere sul serio la parola del Vangelo e fare della sua vita una imitazione di Gesù povero fino al totale compimento della volontà del Padre". Rinuncia dettata da "motivi personali", strando alla spiegazione del vescovo Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo, ma più realisticamente per mostrare il suo disappunto su metodi e tematiche a cui hanno dato subito voce le assise giovanili, giudicate dal conservatore Sarah "troppo spinte ed audaci". Rilevante anche la presenza di otto "delegati fraterni rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali" e di "un invitato speciale" (fratel Alois, priore della fraternità ecumenica di Taizé), che seguiranno i lavori del Sinodo insieme a "23 esperti" e "49 uditori e uditrici", tra cui "34 giovani di diverse culture ed aree geografiche".

Chaput ha messo le cose subito in chiaro: "Non esiste un 'cattolico Lgbt o un cattolico transgendero un cattolico eterosessual". "Questo - commenta il giurista Mario Castellano esperto sull'America Latina - non era stato neanche teorizzato in precedenza".

Tra i pochi cardinali a parlare con la stampa, il tedesco Reihnard Marx.

Rinnovare la capacità di sognare e sperare con la quale "contagiare i giovani". Ad alcuni sembra una profanazione, ad altri sembra che qualcuno si possa impossessare dell'ostia (senza che il sacerdote se ne renda conto) per farne un cattivo uso.

Nel suo discorso di oggi per l'apertura del sinodo - che resterà riunito fino al 28 ottobre - Bergoglio ha fatto poi riferimento indiretto agli scandali e alle divisioni che stanno coinvolgendo la Chiesa: "Lo Spirito ci dia la grazia", ha detto, "di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati".

Alla domanda se in questi giorni si parlerà anche di celibato, soprattutto in relazione alle situazioni di abusi sessuali nella Chiesa, il vescovo Stefan Oster ha risposto citando lo studio tedesco sugli abusi in Germania presentato la settimana scorsa: le difficoltà delle persone che abusano non nascerebbero tanto "dal loro stato di vita celibatario", ma piuttosto da derive legate a una "sessualità immatura". Su questo si è soffermato anche il card.

"I giovani, la fede e il discernimento vocazionale" è il tema scelto dal Pontefice per il Sinodo di quest'anno. Riprendendo le parole di Papa Francesco, il cardinale Baldisseri ha chiarito che "il Sinodo non è un Parlamento" ma "è uno spazio protetto affinché lo Spirito Santo possa operare", un luogo di "confronto tra i vescovi", che poi prosegue "in un altro lavoro, per il bene delle famiglie, della Chiesa e della società". Marx ha detto che sono seduti tutti da una parte "ma la loro presenza si sente attraverso i loro applausi e si capisce che cosa pensano: a volte non applaudono quasi, a volte l'applauso è impetuoso. La vostra partecipazione ci riempie di gioia e di speranza".

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