Colera a Napoli, l'Asl: 'Situazione sotto controllo'

Barsaba Taglieri
Ottobre 6, 2018

A distanza di dieci anni dall'ultimo caso, secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, il problema torna di attualità con i casi di una mamma e di un figlio di appena due anni, rientrati da un viaggio in Bangladesh. I primi esami hanno evidenziato l'assenza della malattia, sebbene non sia da sottovalutare la presenza di sintomi che vanno valutati con attenzione. Una sparata che, come prevedibile, ha scatenato le polemiche, in primis da parte dell'Ordine dei giornalisti: "Quel titolo viola la carta di Roma che Tutela la dignità dei migranti, l'infanzia e i soggetti più deboli - sostiene il presidente dell'Odg Carlo Verna, che ha annunciato di aver "già allertato gli uffici dell'ordine per chiedere repentinamente una valutazione al consiglio di disciplina nazionale" per eventuali provvedimenti disciplinari". Perché se io pensassi e facessi un titolo in prima pagina sul fatto che questa è una città in cui c'è il colera non ci verrei. Tra i cinguettii quello di Chef Rubio che ha definito il giornale "Buono neanche pe appiccia' r foco". In Europa, invece, sono decine all'anno i casi di colera importato. I parenti dei due pazienti sono tuttora al Cotugno per ulteriori accertamenti. "Entrambi sono in situazioni stazionarie".

"Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea profusa causata dall'infezione dell'intestino e, spesso, è asintomatica o paucisintomatica".

I medici riferiscono inoltre che le condizioni della donna non destano alcuna preoccupazione. "La situazione è del tutto sotto controllo" ha detto Antonio Giordano. La presenza di colera in paesi poveri - ha ricordato Ippolito - è direttamente associata a un generale stato di povertà e di degrado con carenza di acqua potabile e a inadeguate condizioni sanitarie.

Il lancio si riferisce ad una notizia effettivamente avvenuta nel napoletano: presso l'ospedale Cotugno sono stati registrati due casi di colera.

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