La Nobel Frances H. Arnold: in futuro sempre più donne vinceranno

Barsaba Taglieri
Ottobre 5, 2018

Un riconoscimento alla Chimica 'verde' che proprio grazie agli enzimi, linfa della biodiversita', ha portato a grandi progressi scientifici, dai farmaci ai biocarburanti: "Quello che hanno fatto e' accelerare davvero l'evoluzione", ha sottolineato Lara Snogerup Linse, membro del Comitato del Nobel che ha concluso la settimana dei premi scientifici a Solna, in Svezia.

"Il potere dell'evoluzione si rivela attraverso la diversità della vita" è in base a questa constatazione che sono stati assegnati i Premi Nobel 2018 per la chimica.

Frances H. Arnold nel 2013 si era aggiudicata anche il premio Eni Award 2013 per le Energie Rinnovabili Directed Evolution of Enzymes and Pathways for Renewable Fuels and Chemicals.

La scienziata americana Arnold ha vinto la metà del premio di un milione di dollari previsto dal Premio Nobel, mentre i due ricercatori britannici si spartiranno l'altra metà. Negli anni successivi le sue ricerche hanno dimostrato la possibilità di controllare e manipolare gli enzimi. Ha fatto ricerca sui batteriofagi, ossia sui virus che infettano i batteri, trasformandoli in fabbriche di proteine. Nata nel 1956 a Pittsburgh, ha studiato nell'università della California a Berkeley. Il Nobel al 77enne americano Smith (docente emerito di scienze biologiche all'Universita' del Missouri) e al 67enne inglese Greg Winter (direttore del laboratorio di biologia molecolare all'Universita' di Cambridge) e' legato invece alla scoperta dei batteriofagi. Il primo basato su questo metodo, adalimumab, è stato approvato nel 2002 ed è utilizzato per l'artrite reumatoide, la psoriasi e le malattie infiammatorie intestinali.

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