Ameba mangia-cervello uccide un surfista infezione batterica dopo un tuffo in piscina

Barsaba Taglieri
Ottobre 5, 2018

In ospedale i medici lo hanno inizialmente curato per meningite batterica. Si tratta dell'ameba mangia-cervello: sono pochissimi i casi di persone che sono rimaste infettate da questo raro parassita, ma nella maggior parte dei casi non c'è stato nulla da fare. Ma come facciamo ad entrare in contatto con questa ameba? Una storia tragica che ha dei colpevoli visto che il batterio è stato trovato nel campione d'acqua prelevato dalla piscina di Wako dove il ragazzo si era recato appena qualche giorno prima.

L'infezione provocata dall'ameba può essere trattata con un farmaco antimicotico, ma è fondamentale una diagnosi immediata. Da quando il parassita è stato scoperto sono stati diagnosticati in tutto 143 casi: solo cinque persone sono sopravvissute. In Italia, scrive il Corriere della Sera l'unico caso mai avvenuto risale al 2004 e coinvolse un bambino di 9 anni. Una volta tornato a casa nel New Jersey il ragazzo ha iniziato a soffrire di fortissimi mal di testa che l'hanno costretto a degli esami accurati all'ospedale.

Fabrizio Stabile è morto a 29 anni a causa di un'infezione parassitaria scoperta troppo tardi. Come poi però hanno scritto i genitori del ragazzo in una pagina di GoFundMe - aperta per raccogliere fondi alla memoria di Fabrizio e donarli per studiare rimedi ai sintomi che ne hanno provocato la morte -: "Sfortunatamente nostro figlio non ha risposto ai farmaci e le sue condizioni sono immediatamente peggiorate". È impossibile trovare l'ameba nelle acque salate.

La Naegleria Fowleri è un parassita che vive in acqua dolce a temperature variabili e può causare nell'uomo la la meningoencefalite amebica primaria (PAM o PAME), che colpisce il sistema nervoso centrale: il decorso della malattia è estremamente rapido e può condurre alla morte nell'arco di una settimana. Quello di Fabrizio Stabile è il primo caso di infezione registrato negli Stati Uniti dal 2016, come ha reso noto la dottoressa Jennifer Cope, un'epidemiologa del CDC. Ancor più sarebbe importante la prevenzione per cercare di evitare che le acque possano essere contaminate.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE