Ameba mangia-cervello uccide un surfista: infezione batterica dopo un tuffo in piscina

Barsaba Taglieri
Ottobre 3, 2018

Ameba mangia cervello: tragica morte per il 29enne Fabrizio che avrebbe contratto l'infezione trasmessa dal parassita Naegleria Fowleri. Il parassita in questione si sarebbe introdotto nell'organismo del giovane statunitense dopo una nuotata nella piscina di un resort di Waco, in Texas.

Stabile, scrive il Daily Mail, lo scorso 16 settembre aveva accusato un forte mal di testa e il giorno dopo non era riuscito ad alzarsi dal letto. In Italia, aveva spiegato al Corriere.it il dottor Fabrizio Pregliasco, virologo presso l'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell'Ircss Galeazzi, "è stato diagnosticato un solo caso di meningoencefalite amebica primaria, oltre tutto post mortem, mentre ci sono stati altri casi non confermati". Qui i medici non hanno compreso subito che alla base di quel dolore lancinante ci fosse il batterio dell'ameba mangia-cervello e hanno avviato una cura pensando che Fabrizio avesse contratto una meningite batterica. Il 29enne surfista Fabrizio Stabile, originario del New Jersey, è morto dopo aver ingoiato l'ameba "naegleria fowleri" che in un paio di giorni gli ha divorato il cervello. Le sue condizioni, però, erano precipitate rapidamente.

Fabrizio Stabile è morto a 29 anni a causa di un'infezione parassitaria scoperta troppo tardi.

Le autorità hanno accertato che qualche giorno prima di morire Stabile era stato in un parco acquatico, il BRS Cable Park and Surf Resort a Waco, in Texas. Secondo il CDC, da quando il parassita è stato scoperto 56 anni fa sono stati diagnosticati solo 143 casi e tra le persone contagiate solo in quattro sono sopravvissute.

La Naegleria Fowleri è un parassita che vive in acqua dolce a temperature variabili e può causare nell'uomo la la meningoencefalite amebica primaria (PAM o PAME), che colpisce il sistema nervoso centrale: il decorso della malattia è estremamente rapido e può condurre alla morte nell'arco di una settimana. Solo pochi individui sopravvivono alla rara infezione che si contrae tramite esposizione all'acqua contaminata dall'ameba. Il parco acquatico è stato temporaneamente chiuso in attesa di un'indagine da parte dei Centers for Disease Control and Prevention. Non esistono vaccini. Per prevenire l'infezione, secondo gli epidemiologi, nuotatori o subacquei in immersione in acque dolci dovrebbero usare pinze per impedire l'ingresso di acqua dal naso, o evitare di mettere la testa sott'acqua facendo il bagno nelle sorgenti calde.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE