Roma, eccezionale trapianto di faccia eseguito al Sant'Andrea

Barsaba Taglieri
Settembre 27, 2018

Nel mondo sono stati realizzati una cinquantina di trapianti di faccia, in Europa una decina e la maggior parte di questi in Francia. Ventisette ore di operazione che hanno impegnato un'intera equipe chirurgica che, nel proprio organico, prevedeva anche il chirurgo calabrese Benedetto Longo. Come previsto dal protocollo, rende noto l'ospedale, "la paziente è stata sottoposta ad intervento di ricostruzione temporanea con trasferimento microchirurgico di tessuti autologhi (muscoli gran dorsale e serrato anteriore più innesto di cute della coscia)".

L'intervento è terminato alle 5 di stamattina ed è stato compiuto su una 49enne affetta da neurofibromatosi di tipo I, malattia genetica che interessa manifestazioni a livello cutaneo, oculare e nervoso. C'è chi parla di rigetto, ma secondo il bollettino del Sant'Andrea di Roma in realtà la causa delle complicazioni sarebbe dovuta ad una sofferenza del microcircolo. Purtroppo la donna muore dieci anni dopo, nel 2016, pare che i forti farmaci presi nel corso degli anni per evitare il rigetto avessero talmente indebolito il suo corpo da portarla alla morte. La donatrice è una ragazza di 21 anni deceduta in un incidente stradale.

Lunedì alle 14.30 si terrà una conferenza stampa al Sant'Andrea. Léquipe al lavoro è guidata dal dottor Fabio Santanelli di Pompeo responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell'A.O. All'intervento si era arrivati dopo diversi anni di preparazione, in cui i chirurghi erano stati in visita all'estero per imparare la tecnica, e la procedura era stata vagliata e autorizzata anche dal Consiglio Superiore di Sanità. "L'intervento chirurgico è tecnicamente riuscito e le anastomosi sono pervie, tuttavia i tessuti trapiantati hanno manifestato, durante la notte scorsa, segni di sofferenza del microcircolo per sospetto rigetto, nonostante il cross-match negativo tra donatore e ricevente", si legge nel bollettino.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE