Riforma Pensioni 2019, abolizione legge Fornero: l’allarme dell’OCSE

Paterniano Del Favero
Settembre 22, 2018

Inoltre, "sarà realizzata con misure di buon senso, compresa la pace contributiva nell'ottica di favorire l'aumento volontario della contribuzione da parte dei lavoratori". I burocrati se ne facciano una ragione.

IL RICALCOLO CONTRIBUTIVO - Il ricalcolo dell'assegno oltre quota 4.500 euro mensili dipenderò dall'età in cui il pensionato si è ritirato dal lavoro, maggiormente colpito sarà chi è andato in pensione con forte anticipo rispetto al requisito di vecchiaia.

Se l'interessato non ha mai lavorato, dunque non risulta iscritto ad alcuna gestione previdenziale, l'onere si calcola applicando al minimale della gestione artigiani e commercianti (15.710 euro nel 2018) l'aliquota contributiva vigente nella gestione dipendenti (come appena esposto, pari al 33%).

Le ultime indiscrezioni parlano di un'ipotesi a quanto nefasta per coloro che per andare in pensione con quota 100, infatti, si prevede una riduzione dell'assegno finale di circa € 200, se un ragazzo di trent'anni andrà in pensione con l'attuale riforma pensioni prenderebbe un assegno di 1305, mentre con la quota 100 avrebbe 1255. La novità per le pensioni di quota 100 così formulata, tuttavia, costerebbe non poco allo Stato e considerando le esigue disponibilità finanziarie, per cambiare le pensioni si pensa anche ad altri scenari possibili. Slitterà in avanti di un anno anche la pensione anticipata, dopo gli anni di contributi passeranno da 42 10 mesi per gli uomini a 41 e 10 mesi per le donne rispettivamente, 43 e 10 mesi 42 e 10 mesi.

Grazie a questi versamenti volontari, i lavoratori potranno anticipare i requisiti per il pensionamento, arrivando prima alla pensione quota 100 o alla pensione anticipata. In caso di approvazione, dal 2019 le pensioni potranno superare i 90mila euro lordi annui solo se calcolate interamente con il contributivo, ossia se sono i contributi effettivamente versati a determinare l'intera pensione. Quasi due terzi degli italiani sono con noi.

Elsa Fornero non ci sta ad essere identificata come "nemica dei pensionati" e parte al contrattacco accusando Matteo Salvini di aver alimentato per anni una campagna di "personalizzazione" dello scontro politico incentrata sulla celebre e discussa legge di riforma delle pensioni varata all'epoca del governo tecnico presieduto dal senatore a vita Mario Monti.

Parole anche per il reddito di cittadinanza che in un paese avanzato come il nostro deve essere "mirato" in modo tale da aiutare le persone colpite dalla crisi nella forma di una "misure contro la povertà", dato che "un reddito universale diretto a tutti sarebbe molto costoso e non si riesce a mirare i destinatari". La decurtazione, però, non può in ogni caso portare la pensione sotto i 4500 euro netti al mese.

Di Maio: non si sfora il 3%

. Ecco cosa ha dichiarato prima di tornare al vertice. Il vicepremier ha poi concluso ribadendo che "D'ora in poi non dovrà esserci nessun pensionato che prenderà meno di 780 euro al mese".

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