May: negoziati su Brexit in impasse, proposta Ue "inaccettabile"

Bruno Cirelli
Settembre 22, 2018

Il 20 settembre al vertice di Salisburgo l'Unione europea ha bocciato il piano di uscita proposto da Theresa May e ha fissato al prossimo ottobre il termine oltre il quale non sarà più disposta a negoziare.

Un fronte di leader europei capeggiato dal primo ministro ungherese Viktor Orbán si è espresso a favore della proposta dei Chequers di Theresa May. Ora invece i suoi avversari interni hanno nuovi e concreti motivi per attaccarla, e per mettere in discussione il suo approccio a Brexit, considerato troppo morbido dall'ala più radicale del partito.

Il piano della premier britannica Theresa May per regolare le relazioni economiche tra UE e Regno Unito dopo la Brexit "non funzionerà". La frontiera irlandese sarà un punto cruciale dell'accordo di novembre. In questo modo il rischio è quello di far "sgretolare" il Regno Unito. Nelle comunità di confine vivono circa un milione di persone. Il timore è che misure troppo dure o poco efficienti possano alimentare vecchie divisioni o complicare molto la vita a tante persone.

Il modello norvegese, che prevede la permanenza di Londra nell'Area Economica Europea, non va bene perché a suo dire, "tradotto in inglese semplice, significherebbe per il Regno Unito" diventare un Paese vassallo: "sottomesso a tutte le regole dell'Unione, con la continuazione di un'immigrazione incontrollata dall'Ue e nell'impossibilità di stringere accordi commerciali con Paesi terzi", "una presa in giro del referendum" sulla Brexit. "Siamo in un vicolo cieco", ha detto la leader britannica in un intervento dai toni accesi, con cui ha cercato di contrastare l'idea di essere stata messa nell'angolo ieri, addirittura "umiliata", come rilevato dai media britannici. "Nessun accordo è comunque meglio di un cattivo accordo".

E che intanto bisogna ritrovare però a Birmingham almeno nel partito.

La svalutazione della sterlina segnala ancora la forte vulnerabilità dei cambi - sempre piu sensibili all'instabilità delle trattive sulla Brexit. Ha inoltre sottolineato di non aver "alcuna intenzione di accettare "un confine doganale tra la Gran Bretagna e l'Irlanda del Nord".

Tali affermazioni vengono dettate in ragione di un concreto e ragionevole rischio per un corretto funzionamento del mercato unico, uno dei pilastri fondamentali della Politica dell'Unione.

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