Londra, ricercatore bergamasco trova la lettera che fece di Galileo un eretico

Geronimo Vena
Settembre 22, 2018

Secondo i ricercatori italiani la lettera di Galileo è rimasta in possesso della Royal Society per 250 anni senza che se accorgesse nessuno prima di Ricciardo, dell'Università di Bergamo, che ha visitato la biblioteca della Royal il 2 agosto scorso per motivi personali. Tale importantissimo documento è stato analizzato da quest'ultimo insieme ai colleghi Franco Giudice e Michele Camerota dell'Università di Cagliari che hanno confermato la sua teoria: la lettera, nella quale si riporta la firma G.G. contiene al suo interno la teoria eliocentrica, nella quale lo scienziato metteva in discussione i dettami imposti all'epoca dalla Chiesa Cattolica.

Sono state fatte molte copie della lettera e ne esistono due versioni diverse, una fu inviata all'Inquisizione a Roma il 7 febbraio del 1615 dal frate domenicano Niccolò Lorini e l'altra con un linguaggio meno "incendiario" è quella andata perduta. La data della missiva risale al 21 dicembre 1613. "È ancora più incredibile - ha aggiunto - perché la lettera non era custodita in un'oscura biblioteca, ma nella biblioteca della Royal Society". Soltanto lo storico della scienza Allan Chapman, dell'Università di Oxford e presidente della Royal Society per la storia e l'astronomia, lascia spazio all'entusiasmo: "È così importante - ha detto a Nature - che permetterà nuovi approfondimenti in questo periodo critico". Firmata "GG", la lettera era indirizzata all'amico Benedetto Castelli, matematico dell'università di Pisa. Il ritrovamento dell'originale potrà ora rispondere a questa domanda aperta da secoli.

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