Il reddito di cittadinanza? Andrà solo agli italiani

Paterniano Del Favero
Settembre 22, 2018

Parlare di stranieri regolarmente residenti significa riferirsi a chi ha almeno un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Il reddito di cittadinanza sarà contenuto nella prossima legge di bilancio 2019 che il governo sta preparando. Si parla del reddito di cittadinanza, che è la proposta principe del M5S.

Dal monitoraggio risulta che su 4,5 milioni di famiglie che hanno presentato l'Isee 2016, 448mila è composto da nuclei di soli stranieri e 299mila sono misti (italiane e stranieri), in tutto quindi il 16,5% del totale.

La certezza è che non è possibile, sulla base della legge, riservare alcune prestazioni solamente ai cittadini italiani. Se si derogasse, si finirebbe con una procedura di infrazione della Commissione oppure con una pronuncia della Corte Ue. Nel complesso, sui cinque milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta, il 32 per cento è costituito da stranieri.

Ci sono casi recenti di misure che hanno generato un contenzioso come quello che ci sta descrivendo?

Gli altri requisiti per il reddito di inclusione Per fare domande per il Rei ci sono poi una serie di requisiti reddituali validi per tutti (italiani, cittadini europei ed extracomunitari), tra i quali un valore dell'Isee non superiore a 6.000 euro; un valore dell'Isre non superiore a 3.000 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. Attualmente la situazione è che tutte queste prestazioni sono riconosciute ai lungo-soggiornanti e rifugiati. In particolare, per molte prestazioni si stabilisce che sia necessario avere un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno. Secondo quanto è scritto nella proposta che nel 2013 i 5Stelle presentarono nella scorsa legislatura è ben chiaro che al reddito di cittadinanza possono accedere, oltre agli italiani, i cittadini europei e quanti provengono da Paesi che hanno "sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale".

Dopo la spiegazione fornita ieri durante il Question Time al Senato, in cui il ministro dell'Economia ha ribadito che, nel rispetto della Costituzione e della legge italiana, il provvedimento sosterrà anche ai cittadini stranieri presenti regolarmente sul nostro territorio, il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha corretto il tiro durante un'intervista a Radio Anch'io su Radio 1. Il contenzioso - finora sempre favorevole agli stranieri - riguarda la ulteriore estensione ai titolari di permesso unico di lavoro.

Qualora il reddito di cittadinanza andasse fosse approvato dal Consiglio dei Ministri e poi dal Parlamento, ci si potrebbe trovare di fronte ad una vera e propria battaglia legale combattuta nei tribunali amministrativi e in corte costituzionale con dibattimenti in punta di diritto.

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