Vertice Ue, leader distanti su migranti e Brexit

Bruno Cirelli
Settembre 21, 2018

Uno stallo nel quadro del quale, sembra farsi sempre più strada l'ipotesi di una Brexit senza deal, cosa che, verosimilmente, aprirebbe gli scenari peggiori, specie per gli inglesi. Questo piano è detto "backstop", e Unione e Regno Unito sono d'accordo sulla sua necessità ma non sulle modalità con cui attuarlo. Messa alle strette Theresa May un segnale di apertura decide di darlo subito, annunciando una nuova proposta "a breve" sulla cruciale questione dei confini dell'Irlanda, sapendo che questo la metterà in forti difficoltà una volta atterrata a Londra, quando dovrà affrontare i falchi dei suo partito, già sul piede di guerra per le concessioni accordate fino ad ora all'Europa. "Siamo scettici e critici sulle proposte della Gran Bretagna, serve chiarezza e se non arriverà un segnale "concreto" entro il vertice europeo del prossimo ottobre, il summit straordinario del 17 e 18 novembre non verrà neppure convocato". Xavier Bettel, per esempio, il primo ministro del Lussemburgo, ha dichiarato alla stampa che "ci sono alcuni colleghi attorno al tavolo che la pensano come Theresa May, per cui occorre un compromesso da entrambe le parti". "Tutti i Paesi membri è chiaro che sono gelosi, e l'Italia non è da meno". Tra le proposte emerse quella che i paesi Ue che non accolgono i migranti possano dare un contributo economico.

Un "vertice speciale" sarà organizzato a novembre per concludere i difficili negoziati sui termini della Brexit tra Unione Europea e Regno Unito, che nelle intenzioni iniziali dovevano finire a metà ottobre. Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al termine del vertice informale dei 28 a Salisburgo.

A detta di Tusk, i 27 hanno chiesto "la massima chiarezza possibile" sulle future relazioni commerciali.

Cosa può significare che una Deutsche Bank, che pure qualche grazie alla politica condiscendente della UE e dalla BCE verso le banche deve dire, sia così riottosa al rientro non è di facile comprensione. "I cittadini britannici hanno votato a favore dell'uscita dall'Unione Europea e lasceremo il 29 marzo 2019".

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