È morta Inge Feltrinelli

Ausiliatrice Cristiano
Settembre 21, 2018

Questo Paese deve tantissimo alla Feltrinelli, bastione incrollabile di intelligenza e bellezza, e dunque molto ad Inge Feltrinelli, una donna speciale.

Il gruppo Feltrinelli ha deciso di commemorare la scomparsa della regina dell'editoria con il 'Valzer brillante' de 'Il Gattopardo': un momento aperto a tutti di danza e celebrazione alle 19, in tutte le librerie del territorio, mentre l'Associazione italiana editori (Aie) la ricorderà il 10 ottobre in occasione dell'inaugurazione del padiglione italiano alla Buchmesse di Francoforte, che "era un po' la seconda casa di Inge", come ha sottolineato il presidente Ricardo Franco Levi.

Inge Feltrinelli è morta, addio alla regina dell'editoria: si è spenta nella notte la compagna di Giangiacomo Feltrinelli, che gestì la casa editrice da lui fondata a partire dal 1972.

Inge Schönthal Feltrinelli era tedesca di nascita, era nata infatti a Gottinga il 24 novembre del 1930. Nel 1952 trascorre un lungo periodo a New York ospite della pronipote di JP Morgan, riuscendo a fotografare, tra gli altri, Greta Garbo, Elia Kazan, John Fitzgerald Kenned, Winston Churchill e a stringere amicizia con Erwin Blumenfeld. Tra le sue immagini più famose spiccano anche quelle di Ernest Hemingway, Charles Bukowski, Pablo Picasso, Chagall, Nadine Gordimer, Gunther Grass.

Nel 1958 conobbe Giangiacomo Feltrinelli, che sposò due anni dopo. Di cui lei cura il patrimonio presente e futuro mettendo a disposizione la sua passionalità e tutta la sua anima, raccogliendo attorno a sé figure e collaboratori vivaci e straordinari; e curando l'aspetto più dinamico della casa editrice, lasciando quindi al figlio Carlo il lato più strategico.

La casa editrice la porta alla memoria come "fonte quotidiana di ispirazione per le attività dell'intero Gruppo, Inge Feltrinelli è stata la guida più esigente e lo sguardo più innovativo, l'entusiasta promotrice di nuove attività come la diga più invalicabile a difesa dell'indipendenza e dell'autonomia della cultura e di tutte le manifestazioni di pensiero libero".

Una vita eccezionale, quella di Inge, votata alla causa del libro, "che è vita", dentro un quadro ideologico nel quale la cultura era vista come arma per la rivoluzione del mondo. "In tutte le forme e con tutta l'energia possibile".

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