Massa: 33 morti, primario iscritto registro indagati ma è indagato strumentale…

Barsaba Taglieri
Settembre 21, 2018

Il provvedimento arriva nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo un esposto presentato dall'attuale presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti, su 33 decessi registrati tra i degenti del reparto ospedaliero tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018.

Benedetti, come ha ricostruito l'edizione locale del Tirreno, ha definito quelle morti "sospette" e ricollegabili alla diffusione, in ambiente ospedaliero, di infezioni da batteri intestinali.

La procura ha chiesto le cartelle cliniche dei 33 pazienti alla Asl che si è detta fiduciosa del lavoro dlela magistratura.

I dati diffusi dall'Azienda relativi ai decessi del passato evidenziano 37 morti nel reparto di medicina generale dal 20 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016. Già quando Stefano Benedetti rese noto di aver presentato l'esposto, l'Asl aveva spiegato che il numero dei decessi era in linea con quello degli anni precedenti e che non c'erano stati casi di infezione. Nell'esposto raccontava che gli era stato riferito "di pazienti entrati in ospedale per patologie ben diverse dalle infezioni, magari per problemi di tipo ortopedico, ma deceduti per gli effetti di contagio da batterio, in particolare da clostridium".

Il primario di medicina generale dell'ospedale 'Noa' di Massa è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica della città toscana. Quindi ha fatto partire una querela nei confronti di Benedetti.

Il titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Marco Mansi e l'ipotesi di reato è l'omicidio colposo. "Solo con un quadro complessivo dell'andamento regionale è possibile inquadrare meglio gli eventi di Massa e capire se vi siano state anomalie e di che genere - ha precisato Quartini - Certo è che la medicina territoriale soffre ancora in modo significativo, in chiave organizzativa, nel dare le dovute cure ai malati cronici e anziani, specie durante i picchi influenzali, generando un sovraffollamento dei ricoveri ospedalieri e un aumento dei rischi". Il pubblico ministero ha, infatti, disposto la nomina di due consulenti tecnici, il dottor Filippo Bartalesi e la dottoressa Martina Focardi, e avvisa le parti offese (i parenti, appunto) che l'incarico verrà conferito il primo ottobre.

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