Juve, Emre Can: "Non volevo discriminare le donne e il calcio femminile"

Rufina Vignone
Settembre 21, 2018

Emre Can era vicino al portoghese quando c'è stato il contatto con l'ex interista ed è intervenuto per dividerli ed evitare che il nervosismo degenerasse. All'interno del discorso una considerazione non è passata, e certamente non poteva passare inosservata: "Giochiamo a calcio, non siamo donne".

"L'espulsione di Ronaldo? Se tiri fuori il cartellino per quel motivo, devi farlo sempre per ogni fallo". "L'espulsione per me non esiste, non ci sono dubbi". Ho appena saputo che è stato sventolato per la tirata di capelli.

Alcune frasi di Emre Can, pronunciate dopo la partita contro il Valencia, hanno generato un vespaio di polemiche sui social.

Complotto che secondo la tesi di Cristiano Ronaldo - riportata da 'Repubblica' - sarebbe iniziato con l'assegnazione del premio come miglior giocatore della scorsa stagione a Luka Modric per continuare proprio con l'espulsione di Valencia. "Vorrei dichiarare che con le mie parole non avevo alcuna intenzione di discriminare le donne o il calcio femminile in alcun modo". Chiunque mi conosce sa bene quanto io rispetti le donne e quanto creda in valori come l'uguaglianza e il rispetto.

"La mia intenzione era quella di proteggere un compagno - ha concluso - riguardo a una decisione sbagliata che avrebbe potuto pregiudicare la nostra partita. Mi scuso sinceramente con chiunque si sia sentito offeso dalle mie parole ieri sera". E davanti avevo Neto che giocava con noi e contro cui ho battuto tanti rigori in allenamento. Abbiamo fatto una cosa simile due anni fa a Lione quando in dieci vincemmo, poi siamo arrivati fino in finale.

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