Unicef: fuori dalla scuola 1 bambino su 3 nelle aree di crisi

Barsaba Taglieri
Settembre 20, 2018

La maggior parte - 5,4 milioni - avvengono nei primi 5 anni di vita, e circa la metà sono neonati.

Le probabilità di non raggiungere il secondo mese di vita per un bambino nato in Africa subsahariana o in Asia Meridionale è nove volte maggiore rispetto a un bambino nato in un paese ad alto reddito.

Secondo i dati contenuti nel report, la meta' dei decessi di under 5 registrati globalmente nel 2017 si concentra nell'Africa Sub-Sahariana - dove un bambino su 13 muore prima del suo quinto compleanno - e un altro 30% nell'Asia meridionale. Numeri molto diversi rispetto ai Paesi ad alto reddito, dove a morire prima dei 5 anni è un bambino su 185.

Laurence Chandy, direttore per Data Research and Policy all'Unicef, avverte: "Senza un'azione immediata, di qui al 2030 moriranno 56 milioni di bambini sotto i 5 anni, metà dei quali neonati".

"Dal 1990 - ha continuato - abbiamo compiuto notevoli progressi per salvare i bambini, ma in milioni stanno ancora morendo a causa delle circostanze e del luogo in cui nascono. Con soluzioni semplici come farmaci, acqua pulita, elettricita' e vaccini, possiamo cambiare questa realta' per ogni bambino". Complicazioni alla nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. Preoccupante anche come gli infortuni diventino sempre più causa di morte tra i bimbi fra i 5 e i 14 anni, soprattutto per annegamento e incidenti stradali. Un bambino dell'Africa Subsahariana rischia una morte precoce 15 volte più alta rispetto ad un coetaneo nato in Europa. Per i minori, ovunque nel mondo, il periodo più a rischio è il primo mese di vita. Le piccole vittime della povertà e dell'ignoranza sono state lo scorso anno 6 milioni e 300 mila.

A ciò va aggiunto che i bambini nati da madri che non hanno avuto accesso all'istruzione hanno una probabilità oltre 2 volte maggiore di morire prima dei cinque anni rispetto a quelli nati da madri con un'istruzione di livello secondario o superiore. Se nel 1990 il tasso di mortalità sotto i cinque anni era di 10 morti ogni 1000 nati vivi oggi il numero dei morti sono 3. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nellearee rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane.

Un bambino o un giovane su 3 tra i 5 e i 17 anni che vive in Paesi colpiti da conflitti o disastri non frequenta la scuola, mentre 2 su 5 non hanno mai completato il ciclo di istruzione primaria.

La dottoressa Princess Nono Simelela, assistente del Direttore Generale per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell'OMS, ha dichiarato: "Milioni di neonati e bambini non dovrebbero morire ancora ogni anno per mancanza di accesso ad acqua, servizi igienico-sanitari, nutrizione adeguata o servizi sanitari di base". Le cause? Facilmente prevenibili e curabili in paesi sviluppati.

Dalle stime appena diffuse emerge che i paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità per i bambini sotto i 5 anni sono Somalia, Ciad, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone e Mali. Anche le dodici motovedette regalate dall'Italia alla Libia sono finalizzate alla cura sintomatologica del problema.

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