Niger, rapito sacerdote italiano da presunti jihadisti

Bruno Cirelli
Settembre 19, 2018

Un missionario italiano, padre Pierluigi Maccalli, della Società delle missioni africane (Sma), "è stato rapito la notte scorsa da presunti jihadisti" in Niger. La notizia è stata comunicata in via ufficiale all'agenzia Fides da padre Mauro Armanino, missionario a Niamey, in Niger. È poi lo stesso Frattin che spiega come il missionario italiano di origini cremasche si trovava al confine con il Burkina Faso dove vivono ben "poche persone e tra un insediamento e l'altro ci sono decine di chilometri".

Secondo quanto riporta l'agenzia Fides (Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie), potrebbe essere proprio questa la ragione di eventuali antipatie che padre Gigi potrebbe aver scaturito in gruppi estremisti provenienti dal Mali e dal Burkina Faso. Il lavoro del sacerdote è stato infatti caratterizzato negli anni da uno sforzo nel coniugare evangelizzazione e promozione umana, attraverso scuole, dispensari e formazione per i giovani contadini. "Con lui c'era solo un confratello indiano che ha fatto in tempo a nascondersi". Sulle possibili ragioni del gesto padre Walter, anch'egli missionario, non si esprime: "Dobbiamo ancora capire come siano andate le cose". Infine, il commento di padre Gigi: "Ci auguriamo con tutto il cuore che possa risolversi per il meglio". Attento all'inculturazione ha organizzato momenti di iniziazione in relazione con le mutilazioni genitali delle ragazze.

"Siamo in attesa che la Farnesina possa darci chiarimenti. Ci sono cose di fronte alle quali non possiamo fare nulla, se non pregare e attendere con fiducia".

Si tratta di padre Pierluigi Maccalli, della Società delle missioni africane (Sma). La popolazione (stimata in circa 30mila abitanti) è interamente dedita alla agricoltura.

La missione Sma è presente in Niger dagli anni '90, e i villaggi visitati dai missionari sono più di 20, di cui 12 con piccole comunità cristiane.

La Chiesa cattolica in Niger sostiene che attraverso le opere sociali "cresca il regno di Dio" ed è per questo che la Missione di Bomoanga ha un programma di impegno di Promozione Umana e di Sviluppo attraverso le sue cellule di base chiamate CSD (Comité de Solidarité et Developpement). La povertà è strutturale, i problemi di salute e igiene sono enormi, l'analfabetismo diffuso e la carenza di acqua e di strutture scolastiche ingenti. Sul caso la procura di Roma ha aperto un'inchiesta.

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