Nelle Filippine i morti per il tifone Mangkhut sono almeno 28

Bruno Cirelli
Settembre 17, 2018

Un altro uragano, o per meglio dire un tifone visto che così vengono chiamati nel Pacifico, sta minacciando da vicino le coste settentrionali delle Filippine.

Il tifone Mangkhut ha raggiunto Hong Kong.

Le autorità cinesi hanno avvertito che potrebbe essere il più grande tifone a colpire quest'anno e hanno lanciato l'allarme meteorologico più alto, che prevede la possibilità di mareggiate e inondazioni.

Nel Nord delle Filippine, le comunicazioni e l'elettricità sono state tagliate nella maggior parte dell'area lungo la traiettoria della tempesta, area che ospita circa cinque milioni di persone. Siamo stati svegliati stanotte dalle raffiche di vento fortissime che picchiano alle finestre e in molti casi le hanno distrutte: "nel distretto finanziario molti edifici sono fatti completamente di vetro": "a raccontare lo scenario apocalittico è una giovane commerciante italiana. L'occhio del ciclone ha fatto "landfall" (toccato terra) e la zona più colpita è risultata l'isola di Luzon, dove si è verificato un disastro con pochi precedenti.

Sono almeno 64 le vittime nelle Filippine, ma è probabile che il bilancio salirà ulteriormente fino a superare il centinaio. Le frane dovute alle intense piogge sono state la principale causa delle morti: 20 persone sono morte nella regione di Cordillera, 4 in quella di Nueva Vizcaya e una venticinquesima in un'altra zona. Quasi tutti i voli da e per Hong Kong sono stati cancellati e le scuole in città resteranno chiuse lunedì.

Nella vicina Macao le autorità - fortemente criticate per l'assenza di preparazione nel caso del tifone Hato di agosto 2017 che causò 12 morti - hanno deciso per la prima volta nella storia di chiudere i 42 casinò della città. Anche qui strade allagate, con i soccorritori che hanno usato gommoni per attraversarle e portare aiuto ai residenti intrappolati.

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