Funghi velenosi, un vademecum per non correre rischi

Barsaba Taglieri
Settembre 16, 2018

Ma anche consumarne quantità moderate ed evitare di proporli ai bambini in età prescolare.

Come riportato ieri, infatti, l'unica il cui quadro clinico sia migliorato in questi giorni, è la 16enne che era stata ricoverata presso l'ospedale "Bambino Gesù" di Roma.

Il periodo tra settembre e ottobre è quello d'oro per i funghi: nei boschi è possibile trovare tutte le specie, ma aumentano le segnalazioni di intossicazioni o avvelenamenti, anche perché crescono gli "esperti fai da te" che li raccolgono e li mangiano talvolta senza sottoporli ai controlli.

La madre, una maestra elementare, è già stata sottoposta a trapianto di fegato, la sorella del pensionato e la figlia commercialista vengono monitorate di continuo: si sono sentiti tutti male nella notte successiva con crisi di vomito e lancinanti dolori all'addome. Ingerire il fungo 'sbagliato', si legge nella note del Bambino Gesù, può essere rischioso: la maggior parte delle intossicazioni si risolve senza danni o con sintomi irrilevanti, ma in un piccolo numero di casi (39 all'anno, secondo il National Poison Data System Americano) le conseguenze sono gravi. Uccisi da un piatto a base di funghi velenosissimi, l'Amanita Falloide che tra le specie cattive è la più tossica e pericolosa. Più in generale si verificano circa 5 casi ogni 100mila persone, pari allo 0,25 % delle esposizioni a sostanze tossiche nell'uomo.

"Una buona parte di queste intossicazioni non è dovuta all'ingestione di funghi velenosi, ma ad un uso scorretto di questo alimento". Altri tipi possono invece provocare reazioni "a breve latenza", come disorientamento e convulsioni o gravi sintomi gastro-enterici. Ci sono poi altri segnali che devono impedire il consumo: "Un fungo commestibile non deve assolutamente essere mangiato se sono presenti segni di decomposizione a causa di alcune proteine pericolose (putrescina, cadaverina e istamina) che si formano proprio durante la fase di maturazione/decomposizione". Tra i consigli anche utilizzare per la raccolta cestini e cuocere i funghi sempre senza coperchio per far evaporare le tossine termolabili.

Il Centro Antiveleni dell'Ospedale Pediatrico della Santa Sede, comunque, fornisce assistenza informativa in caso di intossicazioni in età pediatrica, consigliando il trattamento terapeutico più adeguato alla situazione.

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