Anche per l'Italia di Salvini possibile lo stesso trattamento di Orban

Bruno Cirelli
Settembre 16, 2018

Orban, in realtà, non ha fatto niente per evitare il voto di ieri e convincere la maggior parte dei parlamentari del Ppe ad appoggiarlo, e sarebbero bastati sei voti in meno per bloccare la procedura.

Come dicevo, questa insistenza sulla difesa dei confini ha sviato l'attenzione mediatica. La Polonia ha già avvisato che si opporrà.

Di fronte a tale realtà incontestabile, Salvini & company fanno passare invece il falso messaggio di un attacco delle élites contro la libertà dei popoli; mentre in questo caso con il loro totale appoggio ad Orban hanno fatto sì che il loro slogan scopiazzato da Trump "prima gli italiani" si trasformasse in "prima gli ungheresi". Si tratta di avviare una procedura che potrebbe portare alla privazione dei diritti di voto dell'Ungheria nel Consiglio dell'UE ai sensi dell'articolo 7 del trattato UE. Al contrario, e nonostante previsioni opposte, ha scelto la via della sfida aperta, con un discorso che non lasciava aperto alcun margine di ambiguità e chiudeva la strada di ogni mediazione possibile. "Ma il sistema che l'Unione europea vuole, non è lo stesso che vuole il governo ungherese, e cioè l'aiuto bisogna darlo alle persone laddove sono".

Seconda considerazione. La relazione Sargentini segna indubbiamente uno spartiacque nella storia dell'Unione Europea, ma al 99% resterà solamente un pezzo di carta. Riguardo, quindi, ai continui appelli di Papa Francesco affinché l'Europa non chiuda le frontiere, il presidente dei vescovi ungheresi ha detto: "Tutti coloro che sono venuti in Ungheria sono stati aiutati". I due alleati di Governo, Lega e Movimento 5 Stelle, hanno formalizzato col voto dell'aula una notevole divergenza rispetto alla politica estera ed al ruolo dell'Italia in Europa.

Negli ultimi giorni di Agosto il vicepremier nonché segretario della Lega Matteo Salvini ha accolto a Milano Orban con grande affetto, tra i due è evidente una sintonia valoriale e l'incontro di Milano ha posto le basi per una alleanza organica in vista delle prossime elezioni europee. "Fermare le riforme e puntare sulla spesa non sono i mezzi con cui salvare il Paese". "Il 18 settembre a Mosca ci saranno i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro ungherese Viktor Orban, in visita ufficiale in Russia". È quanto afferma il premier ungherese Viktor Orban, che confida in una vittoria elettorale della destra populista alle prossime elezioni europee nel maggio 2019. "C'è un Paese membro che se ne sta ampiamente fregando dei suoi doveri - attacca Salvini parlando di Malta - con ripetuti casi di molteplici navi, anche in difficoltà in acque maltesi, ignorate o accompagnate verso l'Italia, alla faccia della solidarietà".

Il voto dell'Europarlamento, che avvia contro l'Ungheria la procedura prevista dall'articolo 7 per violazione dello stato di diritto, sembra poter avere conseguenze rilevanti sul piano europeo e nazionale. Come vediamo, si tratta di una scelta strategica rilevante, ed onestamente stupisce che all'interno del Governo possano coesistere posizioni così distanti.

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