L'annuncio di Macron: "Reddito universale entro il 2020"

Paterniano Del Favero
Settembre 14, 2018

Infine, Macron ha annunciato che: "Con una legge nel 2020, creeremo un reddito universale per consentire a tutti di vivere decentemente". "Desidero creare per legge nel 2020 un reddito universale di attività che unisca il maggior numero possibile di benefici e di cui lo Stato sarà interamente responsabile", le parole di Macron. Ma che prevedrà un "contratto di impegno e di responsabilità reciproca", accompagnato da "diritti e doveri ulteriori".

Nello specifico, ogni destinatario si dovrà iscrivere a un "percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare più di due offerte di lavoro ragionevoli", ha spiegato il presidente francese.

Un piano da 8 miliardi in quattro anni per combattere la povertà. "Fai di più per chi ha meno", lo slogan scelto per la presentazione della "Strategia nazionale di prevenzione e lotta alla povertà" - inizialmente prevista a inizio luglio e poi rinviata - che il presidente ha illustrato al museo dell'Uomo di Parigi, con l'ambizione di "sradicare in una generazione la grande povertà" nel Paese. Percentuale che sale al 19,8% tra i minori. "Essere poveri non deve più essere un'eredità: oggi servono 180 anni a un bambino povero affinché qualche suo discendente acceda alla classe media", ha detto Macron che, citando un'espressione di Saint-Exupery nel suo romanzo Terre des Hommes, ha aggiunto: "Quando impediamo a un bambino di diventare ciò che vuole, è Mozart che assassiniamo".

Altre misure del piano anti-povertà riguardano l'istruzione e l'obbligo scolastico fino a 18 anni. In cambio del "diritto a essere aiutati e accompagnati, faremo in modo che i doveri siano rispettati" dai beneficiari del sussidio, è la promessa di Macron. Creato sotto la gestione socialista, è pari attualmente a 550 euro mensili. Un totale di 50 milioni di euro saranno spesi per il benessere dei bambini. Inoltre, lo schema di "garanzia per i giovani", per i ragazzi dai 16 ai 25 anni, sarà esteso a "500.000 giovani prima della fine del quinquennio", rispetto ai 100.000 attuali. Risorse aggiuntive saranno messe a disposizione per identificare gli abbandoni nel sistema scolastico e offrire una formazione.

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