Industria: produzione luglio -1,3%, primo calo da 2016

Paterniano Del Favero
Settembre 14, 2018

Brusca frenata della produzione indistriale che a luglio registra -1,8% rispetto al mese precedente e -1,3% aispetto al 2017.

Buone notizie invece sul fronte dell'occupazione che cresce a ritmo sostenuto con un aumento di 203.000 unità nel secondo trimestre rispetto a quello precedente mentre il tasso di occupazione sale al 58,7%.

La tendenza annua (corretta per gli effetti di calendario) è tornata in territorio negativo, a -1,3% da un precedente +1,2%. A livello di attività economica, la variazione tendenziale resta positiva per l'attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari (+1,3%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche.

Risultato che va a ridurre il bilancio parziale del 2018: nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua. A preoccupare è il fatto che - sottolinea la Coldiretti - a diminuire a luglio è anche la produzione alimentare in calo sia su base congiunturale (-0.9%) che tendenziale (-0,5%).

Per tutta la seconda metà dell'anno, poi, secondo l'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio, le previsioni degli imprenditori sono orientate ad un ulteriore rallentamento rispetto ai primi due trimestri del 2018. In questo caso, sono rimasti i soli beni strumentali a registrare una variazione positiva (+0,7%), mentre sono scivolati in rosso quelli intermedi (-2,2%), i beni di consumo (-1,9%) e l'energia (-1,4%).

Il risultato migliore appartiene alle manifatture biellesi che, grazie alla componente meccano-tessile, incrementano la produzione industriale del 5,3% rispetto all'analogo trimestre del 2017. Risultati più contenuti accompagnano invece Verbania e (+1,5%) e Torino (+1,0%). Nel secondo trimestre, dice ancora l'Istat, l'incidenza dei lavoratori dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge il 17%. "L'indice destagionalizzato conferma una elevata variabilità mensile nel corso del 2018, con un orientamento alla diminuzione". Nel confronto tendenziale, per il quinto trimestre consecutivo prosegue - seppure con minore intensità - la diminuzione dei disoccupati (-34 mila in un anno, -1,2%) che riguarda soltanto il Mezzogiorno, interessa entrambi i generi e gli individui fino a 49 anni.

Il tasso di occupazione è aumentato di 0,5 punti, portandosi al 58,7%.

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