Il ministro Grillo smentisce Salvini sui migranti: "nessun allarme per la tubercolosi"

Barsaba Taglieri
Settembre 14, 2018

"In Italia - ha puntualizzato il ministro Grillo - non c'è alcun allarme per la tubercolosi in relazione alla presenza di migranti, altrimenti il ministero e l'Istituto superiore di sanità lo avrebbero segnalato". La situazione resta molto complicata: i profughi si trovano in acque maltesi e come successo in altri casi, come quello della Diciotti, le autorità locali non sembrano intenzionati ad intervenire almeno fino a quando non si troveranno in evidenti difficoltà. "Purtroppo la tubercolosi è tornata a diffondersi, gli italiani pagano i costi sociali e sanitari di anni di DISASTRI (stampatello nel post, ndr) e di invasione senza regole e senza controlli". Lo straniero era ospite dall'ex hotel Virginia, una struttura di accoglienza che ospita un numero di immigrati compreso tra le 30 e le 40 unità. "Preoccupano le notizie e non mi riferisco al passare dai 16 casi registrati nel 2015 ai 40 individuati quest'anno dato che non va sottovalutato ma nemmeno enfatizzato".

"La cittadinanza è chiamata a pagare i costi non solo economici ma anche sociali e sanitari di politiche scellerate in cui c'è chi ha fatto i soldi a palate", ha poi concluso il presidente del Consiglio regionale.

Anche la Prefettura smonta le parole del ministro dell'Interno sulla possibile epidemia di tubercolosi in Italia. Ai giornalisti di Ansa Marceca ha rivolto un invito alla prudenza, spiegando che "in Italia non abbiamo alcun allarme tubercolosi legato agli immigrati" e che con le dichiarazioni inquiete sulla tubercolosi "si rischia di creare allarme, anche laddove un allarme non esiste". Ha invitato a fare appello al senso di responsabilità, per non creare panico sociale con affermazioni non basate sull'evidenza scientifica. Dunque, ha concluso, "la popolazione deve sapere che non c'è allarme e che abbiamo tutti gli strumenti per governare il fenomeno". La questione tubercolosi è un problema estremamente complesso da non attribuire ad un fattore unico.

"Il protocollo è stato rispettato come da normativa, quindi sotto l'aspetto sanitario non c'è nulla da temere", ha affermato il viceprefetto vicario di Vicenza, Lucio Parente.

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