Legionella: Come riconoscere i sintomi (ed evitare il contagio)

Barsaba Taglieri
Settembre 12, 2018

La prima settimana di ricovero permetterà di stabilire se è possibile sciogliere la prognosi. Proprio per questo motivo si stanno facendo analisi più approfondite sulle persone colpite. Lo ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera riferendo in Consiglio regionale sull'epidemia di polmonite che sta interessando il bresciano.

Restano invece molto gravi le condizioni del 29enne di Roe Volciano, ricoverato in coma farmacologico all'ospedale San Gerardo di Monza: si trova nel reparto di terapia intensiva attaccato a un polmone artificiale. L'uomo è stato trasferito al San Gerardo di Monza perchè la struttura del bresciano dove è giunto al pronto soccorso non sarebbe stata in grado di garantire il corretto trattamento della malattia. "Non c'è problema nell'utilizzare l'acqua a casa -rimarca Gallera - così come non c'è nessun problema nel portare i figli a scuola visto che non si propaga per contatto". Avrebbe contratto il batterio in vacanza, al mare. Sarà ora l'ufficio di Igiene, a cui è stato segnalato il caso, a procedere con gli accertamenti. Il ragazzo, originario di Roè Volciano sul Lago di Garda, si era presentato al pronto soccorso di Gavardo, una zona lontana dall'epicentro del contagio. Secondo le prime indiscrezioni, la paziente, 61 anni, aveva una situazione clinica compromessa da altre patologie. "L'eventuale assenza di controlli tempestivi sui campioni d'acqua della rete idrica e l'eventuale mancanza di diligenza delle imprese che gestiscono l'afflusso dell'acqua potabile presso le case possono avere gravissimi effetti collaterali quali il contagio collettivo a cui stiamo assistendo".

Un uomo di 82 anni è morto per una polmonite da legionella in provincia di Lecco. È quanto si legge in una nota dell'Asst di Monza. Sulle cause, evidenzia l'assessore, "non stiamo escludendo nulla". Nel frattempo la Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta contro ignoti. Finora i casi di legionella più gravi hanno riguardato persone in età avanzata.

Non è stata però la Procura bresciana, bensì Ats, a disporre l'autopsia sul corpo della 69enne morta nei giorni scorsi a Mezzane di Calvisano (Brescia).

Si sa che i casi non sono correlati tra loro, per questo bisogna fare una indagine epidemiologica, una individuazione dei casi per circoscrivere quello che si sta verificando.

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