Sanzioni Ue all’Ungheria, M5S a favore. Salvini: "Libertà di scelta"

Bruno Cirelli
Settembre 11, 2018

Mentre il vicepremier Matteo Salvini si è schierato a favore del primo ministro ungherese, sostenendo che "l'Europarlamento non può fare processi ai popoli e ai governi eletti", il M5S ha annunciato che voterà a favore delle sanzioni contro l'Ungheria, confermando così il voto già espresso in commissione. Il Parlamento Ue è infatti chiamato a esprimersi sull'avvio delle procedure dell'articolo 7 dei trattati Ue, che prevede una serie di sanzioni per i Paesi che violano le regole sullo stato di diritto. Il leader dei Popolari, Manfred Weber, ha dichiarato: "La mia famiglia politica deciderà stasera, ma voglio dire a tutti che se non ci sarà la disponibilità a risolvere i problemi da parte del governo ungherese, si farà scattare l'articolo 7". C'è stata anche una telefonata tra Silvio Berlusconi e il leader magiaro, fanno sapere fonti di Forza Italia.

Orbán dal canto suo non solo si è difeso dicendo che quello contro di lui è "un ricatto delle forze pro immigrazione", ma ha anche rivolto il suo apprezzamento per le nuove politiche migratorie dell'Italia. "La sentenza è già scritta", ha commentato il premier ungherese in un post su Facebook, sostenendo che "i rappresentanti a favore della migrazione hanno la maggioranza al Parlamento europeo". Non condannerete un governo, ma l'Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea. Il premier ungherese è poi intervenuto alla plenaria di Strasburgo dove ha detto di essere presente "per difendere la patria".

Dal governo di Budapest arriva quindi un chiaro monito a chi tenta di mettere in discussione le legittime decisioni di una nazione sovrana che non assiste impassibile allo smantellamento dei propri confini, ma che al contrario intende difenderli a spada tratta. E ha attaccato: "Ho accettato compromessi" sul sistema giudiziario e elettorale, ma "questa relazione (quella che verrà votata il 12 settembre ndr) vuole buttare alle ortiche accordi conclusi da anni". "State dando un colpo grave al dialogo costruttivo", ha aggiunto, sottolineando che la relazione del parlamento "contiene 37 errori".

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