Svezia, avanza la destra: rebus governo

Bruno Cirelli
Settembre 10, 2018

Nell'incertezza dei primi risultati, affidati agli exit poll, il primo partito resta quello dei Socialdemocratici (25,4-26,2%), che rischiano però, se vedranno confermata la prima cifra, di incassare il peggior risultato elettorale dal 1908.

Non raggiunge le attese trionfali della vigilia, ma la destra radicale svedese compie un importante balzo in avanti (17,7%, il 4,7% in più rispetto al 2014). Testa a testa per la seconda piazza fra i moderati (18,4%) e l'ultra destra sovranista, anti-immigrati e euroscettica dei Democratici svedesi di Jimmie Akesson (16,3%). Bene anche il partito di centrodestra, Centro, e i cristiano democratici che hanno incrementato di un terzo le preferenze del 2014.

Il risultato delle elezioni svedesi è stato commentato positivamente dal ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini per il quale "la Svezia patria del multiculturalismo e modello della sinistra, dopo anni di immigrazione selvaggia ha deciso finalmente di cambiare".

Al termine di una tornata elettorale che ha tenuto l'Europa con il fiato sospeso, sondaggio dopo sondaggio, con le indicazioni dell'ascesa dei Svedesi Democratici, il futuro governo di Stoccolma è al momento un enigma: se si escludono accordi con la destra populista, il blocco di centrodestra e quello di centrosinistra si trovano bloccati in un testa a testa, entrambi attorno al 40%. Al pari del clima che si respira nel Paese scandinavo, dove sono state denunciate aggressioni ai seggi ai danni di elettori e giornalisti da parte di gruppi neonazisti. La corsa alle urne si è incentrata essenzialmente su come frenare l'arrivo di nuovi stranieri, tema 'forte' ovunque in Europa, e cavalcato abilmente dagli Svedesi Democratici. Un Paese reso inquieto proprio da quest'ultimo tema, nonostante una crescita economica stabile e un tasso di disoccupazione sotto al 6%. E se il leader del partito Lovfen si è detto preoccupato per una estrema destra che "porta solo odio", il collega Akesson ha preferito sottolineare: "Avremo due seggi in più in parlamento e nessuno potrà fare a meno di noi per formare il governo".

Si gode invece il risutlato storico il numero uno degli Svedesi Democratici Jimmie Akesson che reclama un ruolo nel futuro governo e invinta i moderati a un confronto sulle strategie comuni per guidare il paese in futuro.

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