Primo discorso di Obama contro Trump: "Sintomo della politica della paura"

Bruno Cirelli
Settembre 10, 2018

L'affondo arriva infatti non solo nel pieno della bufera per la lettera anonima in cui un alto funzionario del governo parla di "resistenza silenziosa" nell'amministrazione alle politiche del tycoon.

Agenpress - "Bisogna andare a votare, ne va della nostra democrazia".

"La più grande minaccia alla nostra democrazia è l'indifferenza e il cinismo".

Il progresso distorto degli ultimi tempi, ricorda Obama agli studenti, "non è iniziato con Donald Trump: lui è un sintomo, non è la causa, sta solo sfruttando il risentimento che c'è da anni nei confronti dei politici: una paura, una rabbia radicata nel nostro passato ma che è anche sostenuta negli enormi sconvolgimenti che si sono verificati".

Aveva smesso di nominarlo al momento di lasciare la Casa Bianca, quasi che le chiavi gliele avesse lasciate sotto lo zerbino invece di consegnargliele; anche se in casi clamorosi - come il ritiro dagli accordi sul clima e con l'Iran - aveva fatto sentire la sua voce. Lo ha detto Barack Obama parlando all'Università del'Illinois. Un'importanza di cui il tycoon è pienamente consapevole, tanto che incita i suoi sostenitori a recarsi alle urne agitando lo spettro dell'impeachment: "Se accadrà questo, sarà colpa vostra".

Nike ha scelto come suo nuovo testimonial Colin Kaepernick, l'atleta 'ribelle' ex 49ers, che ha dato il via alla protesta dei giocatori di football americano in ginocchio durante l'esecuzione dell'inno nazionale per manifestare contro il razzismo e la violenza della polizia contro i neri d'America. "Dobbiamo riportare onestà e decenza all'interno del governo", ha commentato Obama. Obama ha poi criticato i repubblicani che appoggiano il tycoon senza riserve, ma ha anche espresso speranza: "Vedo un risveglio dei cittadini in tutto il Paese".

Per proseguire: "Ci sforziamo di sollecitare i responsabili politici a creare un sistema che prenda in considerazione le esigenze umanitarie dei nostri vicini: siano essi nuovi arrivati o residenti di vecchia data negli Stati Uniti. Più spesso, è creato da persone potenti e privilegiate che vogliono tenerci divisi, arrabbiati e cinici".

Dal palco, con la consueta eleganza, Obama si è domandato: "Che cosa è accaduto al partito repubblicano", in cui i politici si limitano a "vaghe dichiarazioni di disapprovazione quando il presidente fa cose scandalose?".

Il commento di Parscale è arrivato dopo quello del figlio maggiore del presidente statunitense, Donald Trump Jr, che ha sostenuto l'idea del padre secondo la quale esista un forte pregiudizio anti-conservatore su piattaforme come, appunto, Twitter e Facebook.

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