Allarme polmonite nel Bresciano, tra le ipotesi un batterio nell'acqua

Barsaba Taglieri
Settembre 10, 2018

Sono stati disposti accertamenti sulle morti di un 85enne di Carpenedolo e di una 69enne di Mezzane di Calvisano, nel Bresciano, per valutare se i decessi siano collegati ai casi di polmonite che hanno stanno interessando la Bassa Bresciana Orientale. Ben 121 le persone che si sono recate in ospedale. Tra le misure di prevenzione suggerite, dal momento che il batterio 'viaggia' in tubature e condizionatori, ci sono quelli di rimuovere il calcare dai rubinetti e sostituire i filtri, lasciare scorre l'acqua calda prima di utilizzarla e alternarla con quella fredda, dal momento che al di sotto dei 25 gradi così come al di sopra dei 55 i batteri non sopravvivono.

Continuano le indagini sul boom di casi di polmonite segnalati in questi giorni. Tavolo tecnico tra gestori degli acquedotti e Ats di Brescia per comprendere la causa della polmonite in pazienti concentrati nella Bassa Bresciana e in alcuni paesi al confine con l'alto Mantovano. Sono almeno 121 i casi di infezione registrati in una settimana dall'Ats locale, in particolare nei comuni di Montichiari, Manerbio, Desenzano del Garda, Gavardo, Asola, Castiglione delle Stiviere e Mantova. I casi riportano alla mente l'emergenza legionella scoppiata a luglio a Bresso, comune dell'hinterland milanese. "Sul totale degli accessi, 107 sono ricoverati", fa sapere la Regione Lombardia attraverso l'assessore Giulio Gallera. Anche l'Istituto Superiore di Sanità è coinvolto nel percorso di valutazione del caso. Nei comuni più colpiti si sta persino pensando di ritardare la campanella di inizio del nuovo anno scolastico, per permettere di portare a termine gli interventi di sanificazione dei plessi scolastici in corso. Tuttavia i cittadini sono stati rassicurati, in quanto la regione Lombardia ha gettato acqua sul fuoco dichiarando: "Non esiste alcun tipo di rischio per l'utilizzo dell'acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell'attività nelle varie comunità, tra scuole e luoghi di lavoro". Un'epidemia che sta mettendo in apprensione un bacino di oltre 60 mila abitanti, molti dei quali si sono rivolti al proprio medico di famiglia, agli ambulatori della Guardia medica che li hanno indirizzati agli ospedali del comprensorio incaricati di tenere la "contabilità" di questa epidemia che preoccupa per la sua estensione e per le difficoltà a trovare il veicolo del contagio. I più esposti al contagio, però, non sono i bambini, ma gli anziani già affetti da altre patologie.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE