121 casi polmonite a Brescia, controlli su rete idrica

Barsaba Taglieri
Settembre 9, 2018

"Negli ultimi giorni, in alcuni Comuni della bassa bresciana orientale, abbiamo registrato un numero di casi di polmonite superiore a quello atteso nello stesso periodo". Successivamente Ats incontrerà invece i sindaci della Bassa bresciana Orientale, i comuni coinvolti fino a questo momento sono: Carpenedolo, Montichiari, Calvisano, Remedello, Acquafredda, Ghedi, Isorella, Visano, Montirone. "L'età media delle persone visitate ai Pronto Soccorso o ricoverate presso i presidi ospedalieri del territorio risulta superiore ai 60 anni e, in molti casi, si tratta di soggetti con uno stato di salute già compromesso antecedente alla manifestazione della polmonite". Il rischio contagio è elevatissimo perché si parla della possibilità di un batterio presente nell'acqua. La speranza è che si possa trovare una soluzione per evitare che i casi di polmonite si vadano a moltiplicare con il passare del tempo. Le Aziende Sociosanitarie Territoriali (Spedali Civili e Garda) stanno fornendo ad Ats Brescia tempestivi aggiornamenti sul numero di casi e sugli esiti degli approfondimenti diagnostici effettuati. "Dei 121 accessi al Pronto soccorso per polmonite 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana".

È stato messo in piedi un vertice tra Ats di Brescia e i gestori degli acquedotti, questo in seguito ai 150 ricoveri tra Brescia e Mantova per polmonite. Sono in corso approfondimenti sulla rete di distribuzione dell'acqua potabile, con corrispondenti campionamenti.

Tra le richieste fatte alla popolazione ci sono quelle di sostituire i filtri dei rubinetti o di lavarli con anticalcare, di lasciar scorrere l'acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l'apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre. "Se del caso provvedere alla loro sostituzione; a portare la temperatura dell'acqua calda a 70-80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno". A luglio nell'hinterland milanese è scoppiata l'emergenza legionella: 52 i casi accertati, quattro le persone morte.

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