Venezia 75 - I villeggianti, la famiglia disfunzionale di Valeria Bruni Tedeschi

Ausiliatrice Cristiano
Settembre 8, 2018

Lucky Red ha diffuso online il teaser trailer de I Villeggianti, il nuovo film di e con Valeria Bruni Tedeschi, presentato oggi alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e in uscita nelle sale italiane il prossimo 20 dicembre. Tra desideri, incomprensioni, ripicche e gelosie tre generazioni si confrontano, nel cast anche la mamma e la zia novantenne della regista, nonché la figlia Oumy Bruni Garrel adottata con l'ex compagno che qui debutta: "Nonostante ogni tanto si stufasse e come ogni bambino volesse andarsene a giocare guardandola al montaggio ho capito che era l'unica adulta sul set". Il film mischia autobiografia e finzione e riunisce i due attori che sono stati compagni per tanti anni. "Ci sono persone che vivono la loro vita, bambini che giocavano e adulti che si facevano scherzi bagnandosi con l'acqua". "Mi piaceva raccontare come ciascuna di quelle persone provi a tapparsi le orecchie per non sentire i rumori che arrivano dal mondo esterno, per ignorare il tempo che passa, la morte che si aggira nei paraggi, come ciascuno debba vedersela con il mistero della propria esistenza". Concorda Scamarcio: "Il bello di girare con Valeria è che è totalmente aperta ad accogliere l'imprevisto".

"Mi spiace che sia stato preso solo un piccolo pezzo di quell'intervista". Il ricordo del fratello morto poi, riaffiora durante le provocanti contaminazioni affettive che portano lo spettatore a realizzare come potente possa essere la formula della Bruni Tedeschi di colpire nei propri sentimenti, scene classiche come gli sfoghi epici e depressivi che siamo abituati a vedere in un film con Valeria Bruni Tedeschi. Secondo lei nell'arte "non ci devono essere essere delle quote, non mi piacerebbe essere messa in concorso perché sono una donna, sarebbe una vergogna". "Questo non è un governo di destra - aggiunse - è un governo che ingloba anche una larga parte di pensiero nazionalista nel senso più nobile nel termine". Trovo giusta la causa del #MeToo, ma per quanto riguarda il cinema sul tema molestie, credo si esageri un po'. Forse anche perché nella mia giovinezza ho lavorato molto con omosessuali, io non ne ho mai subite di molestie.

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