Febbre del Nilo: torna dalle vacanze e muore contagiato dal virus

Barsaba Taglieri
Settembre 6, 2018

I medici, vista la diffusione dell'infezione in questo periodo dell'anno, hanno ipotizzato che potesse aver contratto la febbre del Nilo.

Si allunga anche in Italia la lista dei decessi causati dalla febbre del Nilo, che quest'anno ha mietuto diverse vittime soprattutto a causa del clima caldo-umido che ha favorito la moltiplicazione delle zanzare. Nella stessa settimana sono stati segnalati 13 focolai di equidi, tutti dell'Ungheria. Secondo quanto precisato dall'Azienda sanitaria, l'anziana era affetta da gravissime patologie cronico-degenerative che hanno portato alla compromissione del sistema immunitario.

In Italia quest'anno si sta registrando un notevole incremento di casi di West Nile rispetto all'anno precedente. Le conseguenze più gravi possono essere meningite ed encefalite e il decesso può sopraggiungere se il soggetto contagiato presenta altre patologie. Per l'uomo non esistono vaccini nei confronti della malattia, pertanto è di fondamentale importanza l'attività di prevenzione a cui contribuisce in maniera determinante il Centro di Referenza Nazionale per lo studio e l'accertamento delle malattie esotiche degli animali dell'IZSAM, i cui dati sono estremamente rilevanti da un punto di vista epidemiologico.

La modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare, che sono il primo vettore. Nel 2018, in Piemonte, si è registrata la più alta partecipazione: la popolazione che risiede nei 200 Comuni aderenti ai progetti di lotta alle zanzare rappresenta il 53% dell'intera popolazione regionale residente in comuni al di sotto dei 600 m di altitudine, ossia di quella maggiormente esposta a una possibile infezione da West Nile Virus (WNV). "La novità è l'estensione verso Ovest - prosegue Rezza - cioè verso la Lombardia, parte del Piemonte e Liguria, anche se la zona più colpita rimane comunque la Pianura Padana orientale".

In primis l'infezione non viene trasmessa da malato a sano, pertanto non vi è rischio di diffusione del contagio.

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