Festival di Venezia, applausi scroscianti per il film su Stefano Cucchi

Ausiliatrice Cristiano
Agosto 30, 2018

Il film è incentrato sugli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, morto nelle prime ore del 22 ottobre del 2009, dalla sera dell'arresto alla morte avvenuta nel reparto di medicina protetta dell'ospedale Pertini di Roma.

Dopo lunghi anni di vicende giudiziarie, fatte di decine di udienze, perizie, maxi perizie e centinaia di testimonianze e consulenze tecniche ascoltate, il nome di Cucchi si legge ancora oggi sulle pagine dei giornali quando si parla di violenza eccessiva da parte delle forze dell'ordine o, con toni più forti, di omicidio di Stato.

"Sulla mia pelle" di Alessio Cremonini, in concorso nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2018, ce lo mostra invece vivo, grazie alla straordinaria interpretazione di Alessandro Borghi, che in tre mesi ha perso diciotto chili per assomigliare il più possibile alla figura sottile di Cucchi e dargli una voce (così simile a quella del vero Stefano) ma soprattutto un pelle coperta dai lividi e dagli ematomi che si fa ogni giorno più sottile, mentre intorno a lui la gente sembra non vedere. Lo interpreta Alessandro Borghi che consegna un'impressionante interpretazione. Il risultato "è una storia che chiama alla responsabilità", come l'ha definita l'attrice romana, "un film che non giudica ma che racconta", le fa eco il regista. "In un mondo stellare questo film ci porterebbe alla sentenza, ma non succederà. Considerate lo shock che ha dovuto subire quel ragazzo e alla paura di dover condividere la vergogna di essere stato pestato: non è che non parlava, si nascondeva, sottovalutando il suo stato e non ascoltando affatto il suo corpo".

"Il film racconta una verità - dice - e in questo momento è quanto mai importante nel momento in cui si cerca di convincere le persone che il nostro benessere è legato alla negazione dei diritti degli altri".

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